A rischio migliaia di imprese per il caro bollette, misure anticrisi nel Lazio

Il caro bollette fa sentire i suoi effetti sulle piccole e medie imprese che rischiano, senza aiuti immediati, di dover chiudere. Secondo uno studio di Confartigianato, nel Lazio a soffrire sono 79mila imprese con 304mila addetti. Le attività più esposte alla minaccia del lockdown energetico sono quelle energy intensive (ceramica, vetro, cemento, carta, chimica, alimentare, bevande ed altre), ma anche quelle del settore manifatturiero in cui spiccano il tessile, il legno, la stampa. Sotto pressione a causa dell’escalation dei prezzi di energia elettrica, gas e carburanti il settore dei servizi (dal commercio di materie prime agricole e di prodotti alimentari alla ristorazione fino a piscine e palestre) e i settori del trasporto. I rischi si estendono anche alla logistica, con attività come il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti che subiscono pesanti rincari delle bollette per le attività di refrigerazione delle merci deperibili.

Di tutte le pmi laziali, si calcola che a Roma sono 57.591 le imprese a rischio per il caro energia. In particolare, i settori manifatturieri energy intensive coinvolgono 969 piccole e medie imprese con 4.618 addetti. La carenza di materie prime coinvolge 34.173 imprese con 87.609 addetti. Mentre sono 10.452 le aziende colpite dal caro carburati per 37.274 addetti. “E’ un anno che andiamo avanti così: i costi dell’energia si sono in media più che triplicati. La bolletta di una struttura alimentare con oltre 10 dipendenti è passata da 3.000 a sfiorare i 14.000 euro. Questo mette a rischio, solo considerando manifatturiero e ristorazione (più di 13.000 imprese artigiane a Roma), la sopravvivenza di oltre mille attività imprenditoriali. Parliamo di almeno l’8% delle attività, con una ricaduta occupazionale di oltre 4.000 addetti”, commenta all’Adnkronos Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma.

La Regione Lazio, da parte sua, tende una mano: sono, intanto, in arrivo 20 milioni di euro per le piccole e medie imprese. Entro novembre la giunta Zingaretti lancerà infatti un bando per finanziare prestiti a tasso zero (da restituire anche in 10 anni) utili all’acquisto e al montaggio di pannelli fotovoltaici, pompe di calore e caldaie a basso consumo. Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio, specifica all’Adnkronos che “come Giunta regionale abbiamo inserito nel Collegato al bilancio, in discussione in questi giorni in Consiglio, una serie di misure per la transizione energetica di imprese e famiglie, che avranno effetti benefici anche contro il caro energia visto che con il passaggio alle rinnovabili rendiamo il nostro fabbisogno energetico indipendente dalle fonti fossili importate, come appunto gas e petrolio. In particolare per le imprese prevediamo, tra le altre cose, 20 milioni complessivi per interventi di efficientamento e risparmio energetico e per lo sviluppo delle rinnovabili. A questo si aggiungono il pacchetto di misure per le famiglie e un filone specifico di finanziamenti, rivolto a più destinatari tra cui imprese e famiglie, sulle Comunità Energetiche Rinnovabili: un milione per un primo bando a novembre e altri 20 milioni nei prossimi mesi”.

“Ben vengano interventi del genere a sostegno delle pmi, bene le Comunità Energetiche Rinnovabili, ma il vero problema in questo momento è pagare le bollette, quindi serve uno sforzo per sviluppare forme di liquidità a favore delle imprese, già fortemente esposte dopo più di due anni di Covid”, sottolinea Rotondo. “Il Comune di Roma, per esempio, potrebbe intervenire con un’azione di sistema sulla tassazione locale (Osp e Tari), o incidere su Atac con prezzi calmierati; extra profitti Acea. Mentre Camera di commercio e Regione Lazio potrebbero elaborare strumenti di sostegno alla liquidità per affrontare i rincari energetici”, spiega il presidente di Confartigianato Roma. “Siamo sicuramente favorevoli e daremo il nostro sostegno a tutti quegli interventi che prevedono agevolazioni e investimenti in energie rinnovabili e nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in particolare per creare Comunità Energetiche e per incrementare l’autoproduzione. Detto ciò, auspichiamo però – prosegue – che la filiera istituzionale, vista la natura e la complessità degli interventi, agisca in una logica di sistema anticipando i colli di bottiglia che caratterizzano gli interventi che coinvolgono amministrazioni differenti”

A parere di Massimiliano Maselli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sviluppo economico e attività produttive alla Pisana, “il caro bollette è una vera e propria emergenza ma la Regione Lazio sembra non accorgersene perché mancano azioni veramente efficaci per contrastare il rincaro energia. I dati parlano chiaro, ci sono migliaia di imprese laziali che rischiano di chiudere perché non riescono a contenere i costi di gas o elettricità. Il ‘collegato’ al bilancio, attualmente in discussione in Consiglio regionale, poteva essere l’occasione giusta per prendere delle misure specifiche e individuare interventi concreti per sostenere tutte quelle imprese che rischiano di fallire con pesantissime conseguenze sul tessuto economico-produttivo e sociale della nostra regione. Ma non è stato così”.

“Ci aspettavamo – dice ancora – un intervento immediato per il 2022 perché è adesso che le imprese sono in difficoltà e invece troviamo una norma sul reddito energetico che stanzia appena 2 milioni di euro per il 2023 e una norma per l’incentivazione all’elettrificazione delle utenze domestiche che per l’anno in corso stanzia la ridicola cifra di 400mila euro. Tutto qui. Niente altro. Norme palesemente volute da Zingaretti per provare a tentare un accordo con i 5 Stelle che a quanto pare è sempre più difficile. Questo è il ’bellissimo’ collegato di cui parla ormai l’ex presidente della regione Lazio, mentre le imprese del territorio rischiano di chiudere”.

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