Accademia Lincei, Antonelli: “La nostra missione è fare scienza anche per l’economia e la politica”

“La scienza per la scienza rimane ovviamente la prima missione per l’Accademia ma anche la scienza per la politica, la società e l’economia, la scienza per la cooperazione internazionale e per la diplomazia”. E’ stato il presidente dell’Accademia dei Lincei, Roberto Antonelli, a rilevarlo nella sua Relazione alla Cerimonia dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2022-2023 e nel corso del quale ha ricordato le celebrazioni lincee “in onore del nostro premio Nobel Giorgio Parisi già presidente dell’Accademia”. Antonelli si è quindi associato proprio al Nobel linceo per rilanciare sulllo storico tema dei fondi pubblici alla ricerca scientifica.

Il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi è “uno scienziato italiano particolarmente impegnato nel promuovere una nuova coscienza del potere politico e dell’opinione pubblica sull’importanza sull’importanza del finanziamento alla ricerca scientifica per l’avvenire dell’Italia, così come riaffermato nel Piano Quinquennale 2023-2027 ‘Scienza e Ricerca: il motore dello sviluppo’ promosso da Ugo Amaldi, Luciano Maiani e dallo stesso Parisi e pubblicato sul sito della nostra Accademia” ha sservato Antonelli.

Il numero uno dell’Accademia ha anche confermato che ai Lincei si cambia passo sulla presenza di giovani e di donne fra gli autorevoli Soci. “Dopo 20 anni di inutili tentativi siamo riusciti ad approvare in termini di statuto una riforma dell’art.4 che pensiamo possa contribuire ad articolare meglio il ventaglio delle discipline, anche aggiornandolo, ove è necessario, e a favorire un ringiovanimento dei soci e la presenza di un numero maggiore di Socie” ha detto Antonelli ammettendo che “per quanto negli ultimi anni migliorato, il rapporto di genere all’interno dell’Accademia è profondamente squilibrato”.

Altro tema toccato da Antonelli nella sua Relazione è stata la grande mole di fondi che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sta arrivando al mondo della scienza, della ricerca e degli atenei. “Un’ingente quota del Pnrr, in misura mai registrata prima, è stata riservata alla scuola, all’Università e alla ricerca. Ora stanno diventando operative le prime operazioni riservate alle scuole, cui daremo tutto il possibile sostegno” ha segnalato infatti il presidente dei Lincei.

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