Digitale, Buon Compleanno al Cloud: oggi compie 25 anni

Se i computer hanno cambiato le nostre vite c’è una tecnologia che ha cambiato per sempre il modo di utilizzarli: il cloud e la ‘nuvola’ oggi festeggia 25 anni. Il cloud è un’invenzione che ha dato impulso alla quarta rivoluzione industriale. La prima persona ad utilizzare il termine ‘cloud computing’ in ambito accademico fu il professore Ramnath Chellappa durante una conferenza a Dallas il 26 ottobre 1997. Attualmente il 60% delle imprese italiane utilizza il cloud posizionando il nostro Paese al 5° posto in Europa per un mercato che, globalmente, vale 484 miliardi di euro con un giro d’affari previsto per il 2030 superiore ai 1.500 miliardi di euro (+15,7% di crescita annua).

“Il cloud ha permesso di ripensare radicalmente tutti i processi di digitalizzazione: risparmio, personalizzazione e ottimizzazione delle risorse sono elementi indispensabili per chi fa impresa” afferma Federico Soncini Sessa, Ceo di Mia-Platform. E che il cloud abbia un peso specifico nella rivoluzione digitale basta guardare le cifre dei dati che oggi si producono. Secondo l’azienda americana Cybersecurity Ventures entro il 2025 saranno infatti archiviati oltre 200 zettabyte, l’equivalente di 1 triliardo di byte, gestiti da provider pubblici e privati. Dal 2022, inoltre, oltre il 60% dei dati aziendali sarà archiviato nel cloud.

Insomma, l’avvento sul mercato dei Dvd destinati a soppiantare le vecchie Vhs, il debutto delle Tv a schermo piatto, i primi Sms rigorosamente di 160 caratteri e l’alba di internet dove Netscape era il browser più utilizzato: il 1997 è stato un anno particolarmente prolifico in termini di progresso tecnologico anche grazie a un’intuizione destinata a cambiare il mondo informatico. Il 26 ottobre di 25 anni fa, infatti, Ramnath Chellappa, professore d’informatica e operations management, pronuncia per la prima volta in ambito scientifico le parole ‘cloud computing’. Ci troviamo in un contesto universitario: una conferenza a Dallas dal titolo “Intermediaries in Electronic Markets” dove l’accademico definì il cloud computing come “un nuovo paradigma informatico in cui i confini saranno determinati dalla logica economica piuttosto che dai limiti tecnologici”.

Gli anni ’90 sono stati a tutti gli effetti il decennio in cui si sono gettate le basi della tecnologia cloud: diverse aziende hanno iniziato a offrire i primi servizi digitali e il termine si è diffuso con sempre maggiore successo tra addetti ai lavori e consumatori. Oggi si può affermare che il cloud computing è stata una delle invenzioni che ha cambiato per sempre l’information technology: ha permesso a milioni di aziende di alleggerirsi dall’acquisto e dal mantenimento di data center e server fisici spostando nella nuvola digitale tutte le funzioni operative. “Il cloud è una rivoluzione tecnologica che non ha ancora smesso di portare benefici: sempre più imprese si affidano al cloud e alle tecnologie cloud native per costruire architetture It flessibili, scalabili e sicure che garantiscano agilità, risparmio e ottimizzazione delle risorse, elementi vitali per il successo di qualsiasi organizzazione. Non è una semplice tecnologia: è un nuovo modo di fare innovazione per le imprese e le persone” afferma Federico Soncini Sessa, Ceo di Mia-Platform, la tech company 100% italiana specializzata nella costruzione di piattaforme digitali cloud-native.

Le cifre parlano di un mercato globale da 484 miliardi di euro, come afferma il recente report di Grand View Research, che ha anche previsto un giro d’affari per il 2030 di oltre 1.500 miliardi con un +15,7% di crescita annuale. Nell’anniversario del cloud qual è la situazione in Italia e in Europa? Secondo Eurostat il 60% delle imprese italiane dichiara di utilizzare servizi cloud per un mercato che l’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano quantifica in 4,5 miliardi di euro (+15% rispetto al 2021).

Il dato dell’adozione del cloud da parte delle imprese italiane (60%) è superiore alla media europea (42%) e posiziona il Belpaese al 5° posto nel continente, davanti a Germania (40%) e Francia (30%), in una classifica capeggiata dalla Svezia (75%) e chiusa dalla Bulgaria (13%). Il report di Eurostat specifica che il 79% delle aziende utilizza il cloud per la posta elettronica (l’Italia è prima in questa classifica con il 96%), il 68% per lo storage e il 58% per gli applicativi sulla sicurezza. Numeri importanti ma inferiori per quanto riguarda le applicazioni software per finalità più avanzate, come finanza/contabilità (48%), Crm (27%) e pianificazione delle risorse aziendali (24%). Questi numeri fanno comprendere quanta strada è possibile ancora compiere per distribuire il paradigma cloud sugli altri ambiti dell’infrastruttura It.

Leave a Comment