Energia, Ue: “Restano divergenze su misure contro caro prezzi”

Tra i Paesi dell’Ue “c’è un ampio accordo sulle aree chiave di azione per abbassare i prezzi” dell’energia, “ma ci sono ancora alcune divergenze sul modo in cui” agire, quindi “spetterà ai leader discuterne”. Lo conferma il ministro per gli Affari Europei della Repubblica Ceca Mikulas Bek, nella plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo.

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“Il forte aumento dei prezzi dell’energia – continua – tocca tutti i cittadini e le imprese europee ed è quindi in cima all’agenda del Consiglio Europeo, poiché sappiamo che la Russia sta usando l’energia come un’arma, nel tentativo di indebolire la determinazione e il potere economico dell’Unione Europea”. 

“Non lasceremo che ciò accada: basandosi sulle discussioni a Praga e sulla proposta della Commissione di ieri, i leader – conclude – parleranno di una forte risposta comune europea agli alti prezzi del gas e dell’elettricità”. 

VON DER LEYEN: “AUMENTARE FONDI REPOWEREU”

Secondo la presidente dell’esecutivo Ursula von der Leyen è indispensabile aumentare la “potenza di fuoco” di RePowerEu, il piano dell’Ue per rendersi autonoma dai combustibili fossili russi, e la Commissione Europea presenterà una “proposta” allo scopo, perché altrimenti rischia “il mercato unico”, dato che gli investimenti necessari, in assenza di interventi europei, potranno essere realizzati solo dai Paesi con bilanci robusti. “La vera soluzione per mantenere la nostra competitività – afferma – è investire in fonti di energia prodotta in casa, specialmente rinnovabili, e ciò deve avvenire in tutti i Paesi d’Europa. Ma solo gli Stati membri con sufficiente spazio fiscale possono realizzare questi investimenti critici, quindi questo inevitabilmente altererà le condizioni di gioco nel nostro mercato unico”.

“Quindi non solo abbiamo bisogno di potenziare ora RePowerEu, quindi dobbiamo accelerarlo, ma dobbiamo spingerlo. Noi dobbiamo aumentare la sua potenza di fuoco e faremo una proposta in merito, perché darà a ogni Stato membro la stessa opportunità di prepararsi per il futuro. Non si tratta solo di energia, ma anche – conclude – della nostra competitività globale e della nostra sovranità”.

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