Esselunga rilancia ‘le eccellenze’, la strategia di Marina Caprotti

Esselunga rilancia ‘le eccellenze’. Ha aperto a Milano, in via Spadari 4, un pop-up store dedicato alla gastronomia e alla pasticceria. Tutti i giorni dalle 8 alle 20 con i piatti pronti della linea Cucina Esselunga, esclusive specialità gastronomiche servite al banco o self-service e una selezione di sushi, pane fresco e vino per completare l’offerta. E, in più, Elisenda, l’alta pasticceria accompagnata dalla caffetteria per colazioni o pause caffè.

‘Le eccellenze di Esselunga’ rappresentano un passo significativo per il gruppo guidato da Marina Caprotti, 44 anni, figlia del fondatore Bernardo Caprotti. Dopo aver sperimentato con successo il temporary store della pasticceria Elisenda a Natale 2021, torna in pieno centro a Milano. E lo fa, racconta l’azienda, con “un negozio più ampio e un format inedito, che presenta in una ‘bottega di quartiere’ il meglio delle sue produzioni, in un’atmosfera accogliente dove la qualità dei prodotti si unisce alla cura del servizio costruito intorno al cliente”.

La riscoperta delle eccellenza si lega a una politica aziendale che ha scelto di tutelare, in un periodo di difficoltà per tutti, sia i clienti sia i dipendenti. Esselunga si è impegnata ad assorbire gli aumenti chiesti dai fornitori ma anche quelli dell’energia, il cui costo è salito in bolletta con rincari del 70% previsti per tutto il 2022, contenendo decisamente il rialzo dei prezzi. Allo stesso tempo, ha stanziato 10 milioni di euro per sostenere economicamente i 25 mila dipendenti. Nel primo semestre del 2022 in un contesto economico particolarmente complesso con l’impennata dell’inflazione, l’incremento dei costi delle materie prime e la crisi energetica, Esselunga “ha scelto di rinunciare consapevolmente ad una parte significativa dei propri margini per difendere il potere di acquisto dei clienti. L’azienda ha assorbito gli aumenti chiesti dai fornitori ma anche quelli dell’energia a tutela dei clienti e dei piccoli fornitori italiani”.

Una strategia, quella di Marina Caprotti, che ha però dovuto fare i conti con i numeri. La semestrale si è chiusa con vendite per 4.322,1 milioni di euro, in lieve contrazione (-0,2%) rispetto al corrispondente periodo 2021 che era andato in archivio con +6,7%. L’utile netto è di 2,7 milioni, quasi dieci volte più basso rispetto all’anno precedente.

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