Flat tax, i dati sull’evasione fiscale sono un problema?

Ci sono alcuni dati che pesano più di altri. Come quello sull’evasione fiscale degli autonomi, le partite Iva. Che ci sia una maggiore propensione a eludere il fisco rispetto ai dipendenti, ‘costretti’ a un alto grado di fedeltà fiscale dalla busta paga, è cosa nota. Ma che ci sia stata un’accelerazione dell’evasione fiscale, nel 2020, in corrispondenza dell’introduzione della flat tax, nel 2019, è una notizia che può diventare un problema. Soprattutto per un governo che sta progettando di alzare la soglia per accedere alla tassazione al 15% da 65mila a 85mila euro di reddito prodotto.

Il dato contenuto nella relazione del Mef che accompagna la Nadef fa discutere. Il tax gap, ovvero la propensione alla fuga dal fisco misurata dalla distanza fra il gettito potenziale e quello reale, è salito nel 2020
al 68,7% fra i lavoratori autonomi e le imprese
, con una perdita di gettito 27,65 miliardi di euro.

E’ un numero significativo per due ragioni. Primo perché si tratta di un record assoluto e secondo perché dietro ogni record assoluto ci sono delle ragioni più puntuali rispetto alla variazione di un trend. Nel caso specifico, la Relazione indica anche una spiegazione plausibile per il dato: la colpa è dei ‘falsi minimi’. Chi sono? Sono quei “contribuenti che hanno potuto beneficiare dell’agevolazione solo grazie alla sotto-dichiarazione del fatturato”. Vuol dire, usando parole più esplicite, sono quelli che hanno dichiarato meno, producendo evasione, per rientrare nella soglia indicata dalla flat tax.

Ora cosa succederebbe alzando la soglia da 65mila a 85mila euro di reddito? Chi sostiene la misura tenderà a rispondere “nulla”, perché si ritiene fisiologica una quota di falsi minimi. Chi è contrario alla misura obietterà che, evidentemente, in termini di valori assoluti, se anche la quota di falsi minimi rimanesse la stessa, il gettito sottratto al fisco sarebbe destinano a crescere.

La scommessa di chi sostiene l’allargamento della platea della flat tax è che questa sia invece una misura capace di ridurre l’evasione perché più persone accetteranno di pagare una tassa ‘giusta’, senza evadere una tassa considerata ‘sbagliata’, perché ‘troppo alta’. Dall’altra parte, un’evidenza difficile da mettere da parte. Continuare a insistere su una misura che ‘premia’ una categoria, quella degli autonomi, che contribuisce in questo modo all’evasione difficilmente può andare nel senso dell’equità fiscale. E può perdere di appeal anche in termini di consenso. (di Fabio Insenga)

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