Infortuni: Inail-Mims, insieme per campagna di comunicazione su sicurezza stradale

Inail, con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ha lanciato una campagna di comunicazione sui rischi, derivanti dalla circolazione stradale, connessi all’esercizio della professione dell’autotrasporto di merci.

L’obiettivo dell’iniziativa è di promuovere la cultura della sicurezza stradale e delle migliori pratiche in un settore già particolarmente impegnato in questa direzione.

Secondo i dati della Polizia stradale, nei primi sei mesi del 2022 risulta in calo la percentuale di incidenza sul totale dei sinistri che hanno coinvolto autotreni e autoarticolati sulle autostrade italiane: da gennaio a giugno ci sono stati 628 incidenti di questo tipo, il 15,9% del totale, mentre nel primo semestre del 2021 i mezzi pesanti erano stati convolti di più, nel 19,4% dei casi.

Per migliorare il quadro, la campagna punta l’attenzione sulla tutela della salute e sui rischi derivanti dalla circolazione stradale, promuovendo comportamenti corretti che rendano più sicura l’esperienza di guida dei conducenti dei veicoli per il trasporto delle merci e anche degli altri utenti della strada.

La prevenzione passa innanzitutto attraverso il comportamento corretto del conducente nel pieno rispetto del Codice della Strada, dall’osservanza dei limiti di velocità e dei tempi di guida e di riposo, alle azioni volte a mantenere inalterato il proprio stato psicofisico e a garantire la funzionalità dell’automezzo; dal rispetto delle norme sull’utilizzo dei telefoni cellulari fino alla pianificazione dei percorsi tenendo conto delle condizioni della strada e dei fenomeni meteorologici avversi.

Da tale consapevolezza nasce l’idea della campagna Inail – Mims, realizzata con la collaborazione del comitato Centrale dell’Albo Nazionale per gli Autotrasportatori che lo scorso maggio ha sottoscritto un accordo di attuazione con la Direzione centrale prevenzione per collaborare allo sviluppo di interventi diretti a rafforzare il sistema della prevenzione nell’autotrasporto di merci e a realizzare la campagna nazionale di informazione.

Dai dati emersi sulle cause più frequenti di incidentalità stradale, si evince che la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata rappresentano il 39% delle cause di incidenti. Sempre dagli ultimi dati della Polizia Stradale risulta che la causa principale di incidentalità stradale con coinvolgimento di veicoli commerciali, su un totale di 310 circostanze analizzate, è la distrazione alla guida che ha inciso nel 46,5% dei casi (144 sinistri). Le altre cause

sono il mancato rispetto della distanza di sicurezza (59 incidenti, il 19%), la velocità eccessiva (57 sinistri, il 18,4%), le norme di comportamento che attengono a sorpassi, a dare precedenza ecc. (30 incidenti, il 9,7%), l’inefficienza del veicolo (12 incidenti, il 3,9%) e l’alterazione dello stato psico-fisico del conducente (8 sinistri, il 2,6%).

Anche la stanchezza è un fattore in grado di condizionare l’integrità psico-fisica di chi è alla guida: sonnolenza e stanchezza sono associate a circa 1/5 degli incidenti stradali. Gli studi evidenziano che stare svegli per 24 ore induce errori alla guida simili a quelli commessi da chi ha livelli di alcool nel sangue uguali o superiori a 1,00 g/l. Tasso alcolico che nei conducenti professionali deve essere pari a zero

È particolarmente importante, quindi, rispettare i tempi di guida e riposo, come previsto dalla normativa italiana e da quella comunitaria.

Sulla base di quanto stabilito dal Primo Pacchetto Mobilità, chi guida veicoli per il trasporto delle merci sopra le 3,5 tonnellate può guidare un massimo di 9 ore al giorno (e due volte alla settimana fino a 10 ore al giorno) e deve fare pausa 45 minuti ogni 4 ore e 30 minuti di guida.

Nell’ambito degli infortuni sul lavoro, riferiti alla generalità degli infortuni stradali, un dato particolarmente allarmante risulta essere quello legati ai decessi: negli anni pre-pandemia oltre il 40% delle morti sul lavoro denunciate all’Inail, si è verificato su strada. I dati del 2021 fanno rilevare per gli infortuni denunciati e avvenuti con il coinvolgimento di un mezzo di trasporto, ossia ‘stradali’, 75 mila casi, circa il 13% degli infortuni complessivamente denunciati, con un notevole aumento rispetto al 2020 quando le iniziative di contenimento della pandemia (confinamenti, blocchi di alcune attività e della circolazione stradale, massiccio ricorso al lavoro agile) quasi dimezzarono gli infortuni stradali; il dato del 2021 resta comunque ancora al di sotto dei dati del 2019 (93 mila denunce) e precedenti. Le denunce degli infortuni stradali con esito mortale, sempre per il 2021, sono state 415 (il 30% del complesso delle denunce mortali), in aumento rispetto al 2020 (+6%) ma ancora al di sotto dei circa 500 casi denunciati negli anni precedenti. Gli infortuni in itinere con mezzo di trasporto coinvolto sono praticamente l’80% delle denunce in complesso stradali, 1 caso su 2 tra gli eventi mortali.

Il fenomeno degli infortuni stradali interessa maggiormente gli uomini: circa il 60% degli infortuni sono maschili. Per gli infortuni in occasione di lavoro con mezzo di trasporto, la quota maschile sale all’80% in quanto molte attività che includono la guida di un mezzo di trasporto sono appannaggio di lavoratori maschi. Tra i casi mortali la quota maschile raggiunge circa il 90%. Dal punto di vista anagrafico, le vittime sono tendenzialmente più mature rispetto agli infortunati non deceduti (vale anche per i casi non stradali) evidenziando una possibile correlazione tra l’invecchiamento fisico del lavoratore (con conseguente rallentamento dei riflessi, acutezza visiva, capacità di concentrazione, insonnia, ecc.) e la gravità delle conseguenze dell’incidente.

Per approfondimenti www.inailcomunica.it/campagna-infortuni-stradali


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