Lavoro, si apre cantiere su jobs act autonomi: Oggi primo round

Il governo apre il cantiere sul lavoro autonomo. Oggi con il primo di una lunga serie di incontri che proseguiranno domani e che riprenderanno dopo l’approvazione della legge di bilancio, si è cominciato a ridare forma al ‘jobs act’ per il lavoro autonomo partendo dalla legge del 2017. Aggregazioni tra professionisti, equo compenso, previdenza, sussidiarietà, formazione e orientamento: sono questi alcuni i temi affrontati nel corso del primo appuntamento oggi con le rappresentanze degli Ordini, delle Casse e dei sindacati dei professionisti convocato dal ministro del Lavoro, Marina Calderone.

Al centro proposte e riflessioni con cui affrontare un’agenda fitta di appuntamenti “per i molti argomenti emersi durante l’incontro”, come spiega una nota del dicastero di via Veneto al termine del tavolo al quale sono stati convocati, oggi, Confprofessioni, Adeep e Professioni italiane.

“L’intento è quello di cogliere le sfide di questo tempo e di come rispondere con soluzioni pragmatiche alle tante sollecitazioni in atto”, ha commentato al termine il ministro Calderone spiegando come si lavori “per obiettivi e su aspetti concreti, dando attuazione a quel tavolo per gli autonomi previsto dalla legge n. 81/2017: un punto di partenza per ripensare il rapporto delle professioni con le istituzioni e la collettività”. Domani nuovo round con le rappresentanze delle professioni ex lege.

L’incontro di oggi, sottolinea il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, “rappresenta uno stimolo importante per raggiungere dei risultati per le professioni che sono venuti a mancare in questi anni, a causa della poca attenzione da parte degli ultimi governi e dell’emergenza pandemica che ha aumentato a dismisura le differenze tra lavoratori autonomi e dipendenti, soprattutto nell’ambito delle tutele di welfare”, aggiunge elencando i campi su cui per Confprofessioni è necessario intervenire. A cominciare dall’Iscro “che rappresenta il primo vero ammortizzatore sociale per autonomi e partite Iva”, al corretto funzionamento degli sportelli del lavoro autonomo “che non sono mai decollati”. Serve inoltre, aggiunge Stella, un rilancio della formazione e dell’orientamento professionale, “puntando sulle discipline Stem che possono fornire nuovi sbocchi occupazionali per migliaia di giovani”.

Ma il punto di partenza per rilanciare la competitività del settore professionale è la digitalizzazione. “Nel Pnrr – sottolinea – vengono destinate ingenti risorse per le imprese e per la Pubblica Amministrazione, ma nulla per le libere professioni. In una prospettiva di revisione del Piano, sarebbe quindi opportuno prevedere un apposito capitolo per la digitalizzazione delle professioni favorendo al tempo stesso i processi aggregativi ed eliminare le barriere normative che dividono imprese e professionisti”, ha concluso Stella, ribadendo la necessità di eliminare la doppia imposizione in capo alle casse di previdenza professionali e auspicando “un rapido iter per il disegno di legge sull’equo compenso”.

L’incontro, spiegano i presidenti del Consiglio nazionale forense e del Consiglio nazionale dei commercialisti, Maria Masi e Elbano de Nuccio, al termine della riunione avuta oggi con il ministro Calderone, “è stata una occasione utile per confrontarsi con il Ministro sulle esigenze dei professionisti iscritti ai nostri due Albi. Abbiamo parlato di welfare per giovani e donne, di politiche di sostegno al reddito, di società tra professionisti, di formazione professionale. Tutti temi cruciali per il futuro delle nostre professioni sui quali il Ministro ha espresso la volontà di raccogliere le proposte che avanzeremo già nelle prossime settimane”.

(di Alessandra Testorio)

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