Made in Italy, Ferro: ‘Per Ice nuove sfide, introdotte 20 azioni nuove’

Sfide nuove, azioni nuove perché non si può vincere il domani con gli stessi strumenti con cui si ha avuto successo nel passato” e “da questo punto di vista, negli ultimi anni Ice ha introdotto 20 azioni nuove, servizi che prima Ice non svolgeva o svolgeva in modo profondamente diverso”. A dirlo, parlando con l’Adnkronos, è stato il presidente di Ice Agenzia, Carlo Ferro, rilevando che “11 di queste nuove azioni vanno, per esempio, nella direzione del digitale, per aiutare le piccole e medie imprese a dotarsi di strumenti e di processi per il commercio, in questo caso il commercio estero su piattaforme digitali”.

Ferro ha rilevato che “in 33 piattaforme di e-commerce abbiamo portato 70.000 piccole medie imprese a vendere online e questo è un progetto che può anche andare oltre, magari anche andare in una direzione di una piattaforma di commercio on-line, o di promozione del made in Italy, e perché no anche del territorio del turismo italiano, su una piattaforma comune, se vogliamo guardare in prospettiva”.

L’Ice è scesa in campo per sostenere i giovani le regioni del mezzogiorno. “Abbiamo lanciato iniziative – continua il presidente di Ice – per i giovani e per il sud“. “Per quanto riguarda i giovani lo sforzo a supporto delle startup è moltiplicato per tre, è un’iniziativa credo importante e che possa anche svilupparsi ulteriormente nel tempo quello del Global start up program che porta circa 100 giovani imprese italiane, ogni anno ad accelerare sui mercati esteri per trovare partner, per adattare il loro modello di business e la loro funzione tecnologica col mercato”.

Il programma aiuta anche, ha spiegato Ferro, a “creare un circolo virtuoso di rapporto fra innovazione e internazionalizzazione: c’è più crescita, più innovazione nella direzione della creazione dell’innovation hub come abbiamo fatto negli Stati Uniti”. Un modello, ha osservato, che “si può replicare anche in altri paesi”.

A sostegno dei giovani Ice Agenzia potrebbe pensare “anche a delle iniziative come hanno ad esempio i nostri cugini francesi – che portano giovani italiani a fare staging ed esperienze presso multinazionali europee all’estero – perché significa creare cultura, creare capitale umano che possa aiutare le piccole imprese a stare sui mercati, con la consapevolezza che l’eccellenza di prodotto viene da all’imprenditorialità del territorio e la capacità di portarlo sui mercati esteri viene da un capitale umano che le grandi e medie imprese sanno normalmente sviluppare e che per le piccole imprese può trarre grande giovamento dal supporto del sistema paese”. “E dico sistema paese perché l’Ice è uno dei soggetti che vuole lavorare e fare sistema insieme a tutti gli altri dedicati a questa attività, in qualsiasi tipo di modello e di organizzazione” chiarisce il presidente.

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