Pensioni, reddito, flat tax e cartelle: come sarà la manovra 2023

Pensioni minime a 600 euro, stop al reddito di cittadinanza dal 2024 per gli ‘occupabili’, flat tax più estesa, stralcio delle cartelle fino a 1000 euro. Sono alcune delle misure della manovra 2023 che il Consiglio dei ministri si appresta a votare.

Il vicepremier Antonio Tajani lasciando la Camera ha garantito che ci sarà “in legge di bilancio un innalzamento delle pensioni”. Dal vertice di maggioranza è emerso il riferimento alla soglia minima dei 600 euro.

Non ci sarà in manovra l’azzeramento dell’Iva su beni di prima necessità (pane, pasta e latte). Secondo quanto si apprende, nelle intenzioni del governo sono previste invece misure di supporto messe a disposizione dai comuni per le fasce della popolazione meno abbienti.

Stop al reddito di cittadinanza a partire dal gennaio del 2024 per i cittadini occupabili. L’assegno del reddito di cittadinanza per gli ‘occupabili’ nel 2023 sarà ridotto “da 12 a 8 mesi”. Nulla cambia, invece, per gli ‘inoccupabili’, che continueranno a vedersi accredito a fine mese il reddito di cittadinanza.

Lo stralcio delle cartelle previsto dalla manovra di bilancio dovrebbe riguardare quelle fino a mille euro. Su questa cifra ci sarebbe l’accordo tra le forze di maggioranza.

Il Cdm dovrebbe dare il via libera alla estensione della flat tax fino ai redditi pari a 85mila euro per le partite Iva.

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