Tim in borsa guadagna il 5,19% dopo conti: Labriola: “Con Cdp su rete scelta migliore”

Un’azienda che dimostra di “mettere ordine in casa” e per questo viene premiata dal mercato: è la lettura che il ceo di Tim Pietro Labriola dà dalla crescita del titolo (in borsa oggi ha chiuso a +5,19%) mostrandosi soddisfatto dei conti che nei primi nove mesi mostrano una ebitda in crescita dell’1,7% e nel terzo trimestre in progressione del 4,6%, con gli obiettivi 2022 che appaiono già raggiunti e con la guidance del 2023 che “è probabile” lo sia. Commentando i risultati prima in call conference con gli analisti e successivamente con i giornalisti, Labriola conferma che non è cambiata neanche la strategia a lungo termine del gruppo che guida da inizio anno.

Sono passati “solo quattro mesi” dalla presentazione del piano industriale che indica la separazione della rete dai servizi (NetCo e ServCo) e “abbiamo lavorato con determinazione per attuare la strategia a lungo termine”. Il ceo spiega che “nelle ultime settimane è diventato chiaro che la tempistica dei progetti è stata influenzata dall’inaspettata evoluzione del contesto macro e dell’ambiente politico, ma le opzioni strategiche delineate al Capital market day di luglio rimangono la nostra stella polare; la strategia di lungo termine viene confermata” precisa. Sulla rete unica “abbiamo prorogato il mou con Cdp, e secondo noi il deal con Cdp dal punto vista prettamente matematico continua a essere la scelta migliore dal punto di vista delle sinergie industriali”.

Le indicazioni sulla rete del piano Minerva messo a punto da Fratelli d’Italia e che il sottosegretario all’innovazione Alessio Butti ha definito “prioritario” vanno in un’altra direzione. Ma “no, io non sono stato contattato da nessuno per rallentare o fare nulla” risponde l’amministratore delegato in conferenza stampa a chi gli chiede se da parte del governo c’è stata una sollecitazione che riguardi l’infrastruttura.

Sulla rete “c’è un forte interesse nel procedere , il negoziato con Cdp non è in esclusiva per approfondire se ci sono altre possibilità. In una negoziazione se tu ti siedi a giocare a carte con qualcuno non mostri tutte le tue carte. Per noi ad oggi l’eventuale vendita a Cdp rimane quella che in teoria dovrebbe massimizzare il valore. Stiamo aspettando; in venti giorni capiremo tutti gli elementi” afferma ancora il Ceo.

Anche su Tim Enterprise Labriola rimanda al piano industriale. “Vogliamo dichiarare apertamente che stiamo lavorando con chiare tappe sul piano presentato al Capital Market Day per Tim Enterprise, societarizzando per essere poi pronti se necessario a vendere una quota” spiega poi Labriola spiegando che l’avvio del processo di societarizzazione di Tim Enterprise, approvato ieri dal cda, non è da intendersi come un passo indietro rispetto al piano presentato a luglio. Ciò detto se la quota sarà ceduta sarà “di minoranza perché Tim Enterprise è un ottimo business”.

E mentre ridurre il debito resta uno degli obiettivi di Tim (“la riduzione del debito passa attraverso la vendita di asset perché industrialmente ci vorrebbe troppo tempo”) sul tema del dividendo “guardando ai numeri attuali, non ci potrà essere un dividendo da distribuire” spiega Labriola. Infine sulle guidance Tim ha in vista un miglioramento dopo il probabile raggiungimento degli obiettivi per il 2022, rivisti al rialzo a luglio. L’Ad dopo aver definito in call i target per il 2022 “facilmente raggiungibili” dice che “è probabile che saremo i primi in dodici anni anche a raggiungere la guidance del secondo anno” cioè del 2023. Poi “a febbraio quando presenteremo il piano i numeri – conclude – potrebbero migliorare” anche nel 2023-2024. (di Laura Valentini)

Leave a Comment