Autonomia: ‘piena in materia sanitaria’ e di ‘istruzione’, la proposta di De Luca nel 2019

“…Il presente Accordo ha ad oggetto i principi generali, la metodologia e le materie per l’attribuzione alla Regione Campania di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’art. 116….L’attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia corrisponde a specificità proprie della Regione Campania e immediatamente funzionali alla sua crescita e al suo sviluppo”. E’ quanto si legge all’articolo 1 della proposta di accordo preliminare per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia della regione Campania firmata nel 2019 dal governatore della Regione, Vincenzo De Luca e presentata al ministro per le Autonomie regionali Erika Stefani, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro per il Sud Barbara Lezzi, al ministro per lo Sviluppo economico, Luigi di Maio. Tra le previsioni di attribuzione di autonomia, indicate nel testo visionato dall’Adnkronos: “l’istruzione e la formazione professionale” e “l’autonomia piena in materia sanitaria”. E per quanto riguarda l’attribuzione delle risorse la richiesta che sia calcolata “non in funzione della spesa storica”.

Si legge all’articolo 2: “Sono attribuite alla Regione Campania ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle seguenti materie: valutazioni di impatto ambientale attinenti a progetti finalizzati alla realizzazione di opere ubicate esclusivamente nel territorio della Regione; autorizzazioni paesaggistiche minori; istruzione e formazione professionale, compatibilmente con il carattere nazionale della scuola pubblica; tutela della salute, autonomia piena in materia sanitaria, fatto salvo il carattere nazionale dell’organizzazione sanitaria pubblica e la funzione dello Stato di vigilanza sulla qualità e omogeneità dei servizi al cittadino; pagamento dei contributi comunitari destinati alle imprese agricole operanti nel territorio della Regione; integrazione delle funzioni attribuite ai provveditorati alle opere pubbliche e agli uffici del genio civile; rete regionale dei musei e dei beni culturali….”.

Per quanto riguarda l’attribuzione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie, la proposta d’accordo individua all’articolo 3: “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”; “fabbisogni e dei costi standard, calcolati in funzione dei livelli essenziali delle prestazioni come sopra definiti e non della spesa storica“. Impegna lo Stato a provvedere “qualora i livelli essenziali delle prestazioni ed i relativi fabbisogni e costi standard non siano stati già definiti”, “alla loro determinazione entro un anno dall’approvazione, da parte delle Camere, dell’Intesa; nelle more, e comunque non oltre il primo anno, l’attribuzione delle risorse finanziarie… avviene sulla base della spesa destinata a carattere permanente, fissa e ricorrente, a legislazione vigente, sostenuta dallo Stato nella Regione Campania, riferita alle funzioni trasferite o assegnate”.
Sottolineate inoltre: la necessità “in relazione all’esercizio delle ulteriori forme e condizioni di autonomia trasferite” di

garantire “l
e risorse necessarie data la ridotta capacità fiscale per abitante del territorio“; e il fatto che “rimane

fermo l’obbligo dello Stato di costituire il fondo perequativo di cui all’art.119 terzo comma della Cost. per conseguire il riequilibrio tra nord e sud

“.

Tra gli investimenti si legge all’articolo 4: “Lo Stato e la Regione Campania… determinano congiuntamente modalità per assegnare una compartecipazione al gettito, o aliquote riservate relativamente all’Irpef o ad altri tributi erariali, in riferimento al fabbisogno per investimenti pubblici ovvero anche mediante forme di crediti di imposta con riferimento agli investimenti privati, risorse da attingersi da fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese”. “Ai fini del riequilibrio territoriale della spesa statale per investimenti, il finanziamento statale annuo per investimenti destinato alla Regione Campania deve essere garantito almeno pari alla corrispondente quota proporzionale della popolazione di riferimento”. (di Roberta Lanzara)

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