Baglioni: “Governo Meloni fatto epocale, spero in regia di comando matura”

“Non ho molte aspettative, ma spero in una regia di comando matura e che si abbassino i toni, a cominciare dal dire maggioranza e minoranza anziché opposizione. Certo, questo nuovo governo rappresenta un fatto epocale, storico, che non si immaginava potesse accadere… ma, pur non essendo io un complottista, credo che il governo mondiale non conceda margini elevati di azione”. E’ la sintesi sul governo Meloni che traccia Claudio Baglioni – rispondendo a una domanda della AdnKronos – nel giorno in cui riceve a Sanremo il ‘Premio Tenco’ alla carriera, in coincidenza casuale con il giuramento del nuovo esecutivo al Quirinale.

“Non ho molte aspettative ma spero, come penso debba sperare qualunque cittadino italiano visto che si tratta della nostra pelle e del nostro portafoglio, della nostra vita quotidiana, che ci sia una regia di comando matura”, è il primo augurio che esprime Baglioni sul nuovo governo. “Non ho un giudizio, ma sicuramente si tratta di un fatto epocale, storico, non si immaginava un governo composto da una parte così schierata”.

E commentando la definizione di Giorgia Meloni da parte di Sergio Staino, presidente del Club Tenco – “Una che sembra una comunista e in realtà è di destra…” – osserva: “Probabilmente, è il bello dei tempi, forse l’inizio di uno straordinario chiarimento: sarebbe meraviglioso”. Continua poi il cantautore romano: “Mi piacerebbe che si abbassassero i toni, a cominciare ad esempio dal definire le due parti come maggioranza e minoranza più che come opposizione, perché poi le parole costringono ad essere fondamentalmente contrario a quel che poi il governo esprime, anche se fosse una cosa sensata”, osserva.

“Non so francamente cosa ci si possa aspettare e soprattutto non credo che i margini di azione del governo siano poi così grandi come noi possiamo pensare. Oramai c’è un governo ‘mondiale’, anche se io non sono un complottista penso che le linee siano comunque già tracciate”. Come artista non chiederei nulla al governo e al ministro della Cultura, visto che noi siamo già del privilegiati; ma forse per tutte quelle forze che lavorano per noi potrebbero chiedere e avere qualcosa in più, magari una legge strutturale per la musica come quella che già esiste per il cinema”.

(dell’inviato Enzo Bonaiuto)

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