Calcio, Massimo Mauro: “Io, nel Napoli con Maradona, vi dico: gioco meraviglioso ma nessun paragone”

“Un tourbillon di gioco meraviglioso che ha portato al miracolo”. Così all’AdnKronos Massimo Mauro, calabrese, ex calciatore del Napoli che giocò anche con Diego Armando Maradona, commenta l’exploit del Napoli di Luciano Spalletti, che sta dettando legge in Campionato facendo valere la sua forza anche in Champions.

“Visto chi aveva lasciato il Napoli – esordisce Mauro -, parlo di Mertens, Koulibaly, Insigne, Fabian Ruiz, tutti giocatori forti e affermati, e visto chi li ha sostituiti, Kim, Kvaratskhelia, Ndombele, Raspadori la prima volta in una grande squadra, c’era qualche dubbio, non era così certo che potessero giocare così bene. E invece… credo siano stati molto ma molto avvantaggiati dal tipo di gioco che Spalletti ha imposto al Napoli, sia l’anno scorso che quest’anno. Un tourbillon meraviglioso: non c’è nessuno che sta fermo, tutti hanno il dovere di passare la palla e muoversi, chi ha la palla ha due o tre opzioni di passaggio, poi sono bravi tecnicamente, hanno una percentuale di realizzazione impressionante, il che significa che sta andando tutto bene, ed ecco il miracolo, una meraviglia”.

“Il segreto del Napoli, che è poi il segreto di Pulcinella, è il gioco -sottolinea Mauro -, questa è una squadra che vince giocando bene. Cambiano anche gli interpreti, ma la maniera di arrivare alla vittoria non è cambiata in nessuna partita. Giocano sempre da dietro, fanno sempre azioni da gol, sono bravissimi a fare il contropiede ma lo usano quando sono costretti dalle altre squadre. Quando vengono chiusi nella loro metà campo loro sono anche bravi a fare la difesa e poi ripartire in contropiede, perché Osimhen e Kvaratskhelia sono dei giocatori che se hanno campo sono velocissimi e bravi tecnicamente. Sanno fare tutto. Però la cosa meravigliosa è che giocano e vincono imponendo sempre la propria idea di gioco”.

“Finora la cosa straordinaria del Napoli – prosegue Massimo Mauro – sono i giocatori che hanno giocato meno. Hanno fatto sempre partite al cento per cento, e questo è un segreto importante, perché chi gioca due, tre o quattro partire ma le gioca al cento per cento, non fa sentire la mancanza dei titolari, si crea il gruppo e stare in panchina non è un problema perché Spalletti li ha valorizzati tutti, quindi si crea il gruppo che vince”.

Mauro ha giocato con Maradona, ma è possibile azzardare un paragone fra quel Napoli e questo? “Sono passati più di 30 anni – spiega -, è quindi un esercizio difficile fare paragoni, ma il paragone con il Napoli di Maradona non può reggere. Quel Napoli aveva delle individualità che non si sono più viste sui campi di calcio. Lasciamo stare Maradona, non è neanche da nominare, ma è anche difficile poter paragonare Careca a qualsiasi centravanti sia arrivato al Napoli dopo di lui. Dal Napoli sono passati dei giocatori straordinari. Questi sono bravissimi, però, per capirci, Osimhen non prenderebbe il posto a Careca, Careca lo prenderebbe a Osimhen. Però Osimhen è bravissimo, nel suo contesto adesso è uno dei migliori al mondo”.

Quanto all’ipotesi che il Napoli possa subire una battuta d’arresto dopo la pausa dei Mondiali di Calcio, con il rischio che qualche squadra inseguitrice ne insidi il primato, Mauro osserva: “Se Juve, Inter e Milan riprenderanno o inizieranno a giocare meglio, allora sì, ma se la qualità di gioco sarà quella vista finora, il divario con il Napoli rimane sacrosanto, perché il Napoli gioca assolutamente meglio di queste tre squadre, quindi la vedo difficile. E poi mi sembra anche l’anno giusto, va tutto bene. Alla prima occasione il Napoli fa gol mentre l’Inter, ad esempio, le prime occasioni le sbaglia. E quando l’annata è così, dovrebbe essere l’anno giusto, l’anno del Napoli, solo che si deve arrivare fino in fondo, può capitare qualsiasi cosa in grado di dare problemi al meccanismo”.

“Chi gioca bene merita di vincere – chiosa, infine, Mauro -, chi tenta di proporre sempre occasioni da gol va premiato. E più facile stare indietro e buttare la palla avanti, e se poi lì davanti c’è un fenomeno prende la palla e fa gol. Certo, è bello vincere anche in questa maniera, ma meno bello rispetto a chi, invece, porta tutta la squadra davanti, come fa il Napoli, e crea occasioni da gol. La cosa importante, dunque, è che il Napoli meriti, attraverso il gioco, la posizione che ha in classifica. La stramerita”.  

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