“C’è necessità di curare la paura della cittadinanza”

“La crisi socio-economica, l’invecchiamento della popolazione e il degrado urbano nella città generano paura e sono fenomeni di cui dobbiamo farci carico”. 

Queste le parole dell’intervento di Matteo Piantedosi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Scuola superiore di Polizia che ha volto uno sguardo su quello che ci attenderà nei prossimi tempi.

“La tenuta socio-economica è uno dei temi che ci impegnerà nei mesi futuri”, ha aggiunto il neo ministro dell’Interno, “e la domanda di sicurezza si riespande su altri versanti. Anche ai settori che richiedono di curare la paura della cittadinanza. Dobbiamo fare anche attenzione –  ha proseguito il titolare del Viminale – alle strumentalizzazioni della paura e a un avvitamento della protesta di cui abbiamo già qualche segnale. Occorre quindi equilibrio e moderazione“. 

Il ministro ha poi specificato che strumentalizzazioni della paura sono “già avvenute in passato nel periodo pandemico e ne ho avuta esperienza come prefetto di Roma” escludendo che il riferimento alla strumentalizzazione riguardi gli incidenti avvenuti alla Università La Sapienza.

Quindi l’attività di polizia che, secondo Piantedosi “non è una qualità solo tattica ma richiede sempre più una visione strategica su temi che hanno una trasversalità assoluta in settori cruciali come il rapporto con le nuove tecnologie” per poi spiegare che non bisogna dimenticare i temi tradizionali “come la lotta alla criminalità organizzata”. 

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ci impegna non solo nell’attività di attuazione del piano stesso ma anche nel mantenimento di una adeguata cornice di sicurezza intorno alla utilizzazione di queste importanti risorse”. 

Piantedosi, nel suo intervento ha anche annunciato “proprio oggi il mio ufficio sarà impegnato in un importante incontro con i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei costruttori edili per trasferire la competenza e l’esperienza dell’amministrazione sulla prevenzione antimafia“.

Il ministro dopo l’inaugurazione dell’anno accademico ha iniziato a presiedere la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica al Viminale. L’incontro – a cui partecipano i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence -, presente anche il capo della Polizia Lamberto Giannini.

Intanto continuano le polemiche dopo le sue parole sulla possibilità di chiudere i porti alle navi Ong: “Sul fenomeno dell’immigrazione non condivido le impostazioni né della Meloni, né del neoministro Piantedosi. Il problema non sono le Ong, ma il traffico illecito di esseri umani che parte dai campi di concentramento, perché tali sono, in Libia. Prendersela con chi è in mezzo al mare o con chi tenta di salvarli, sposta l’attenzione dai fallimenti che sono sotto gli occhi di tutti: l’incapacità di stroncare le partenze e una politica di integrazione fasulla che espone al rischio dell’illegalitá”. Così Matteo Richetti, capogruppo Azione-Italia Viva alla Camera, intervenendo a ‘Filo Diretto’ su RaiNews24.

Ieri Piantedosi in una intervista ribadiva che “bisogna considerare la responsabilità dello Stato di bandiera”.

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