“Dopo 50 anni d’attesa per il ponte c’è già un’ipotesi di costi e di tempistica”

”Dopo 50 anni di attesa per il Ponte sullo Stretto c’è una parola certa”. A dirlo è Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, intervenuto in video al 66° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia in corso a La Spezia. ”I primi documenti ufficiali – ha spiegato – che ho visto, risalgono al 1969 e per me che sono nato nel 1973 è un orgoglio farlo”. 

”Il Ponte sullo Stretto potrebbe essere un simbolo, così come lo è stato il Ponte di Genova, che dimostri l’efficienza degli ingegneri italiani”. “Ho già fatto la prima riunione operativa con i tecnici. C’è già un’ipotesi di costo e di tempistica”. “Ci sono tempi e costi, l’insularità a siciliani e calabresi costa 6 miliardi all’anno. Ho già fatto la prima riunione operativa informale con una decina di docenti universitari, ingegneri ed esperti su questo tema. Quando uno mi dice non si può fare o me lo certificano oppure io voglio andare fino in fondo”. 

“C’è già un ipotesi di costo e di tempistica. Qui però abbiamo a che fare con una società in liquidazione dal 2013, con un esborso in questi anni di 300 milioni di euro per un non ponte. Un progetto c’è. Il governo uscente a settembre ha messo altri 50 milioni di euro per studiare altri futuribili progetti. Conto che nei prossimi mesi ci sia finalmente una parola certa”.

ansa

L’ex ministro Matteoli con un modellino dello stretto di Messina, 2010

Un’idea che viene da lontano

C’era stata anche la posa della prima pietra, il 23 dicembre del 2009, con l’allora ministro delle Infrastrutture dell’ultimo governo Berlusconi, Altero Matteoli, ma poi più nulla. L’idea di collegare in modo stabile la Sicilia al continente ha, però, origini molto antiche.

L’unico progetto, probabilmente realizzato, risale all’epoca dei romani. Si racconta che essi fossero riusciti a far transitare le truppe su un ponte di barche e botti. Questo è narrato da Plinio il Vecchio che narra della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello nel 251 a.C., di un ponte fatto di barche e botti per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti da guerra catturati ai cartaginesi nella battaglia di Palermo durante la prima guerra punica.

Nonostante i propositi di vari governanti nel corso dei secoli (tra gli altri anche Carlo Magno e Roberto il Guiscardo), le oggettive difficoltà dovute alle condizioni ambientali dello Stretto, caratterizzate da fondali marini irregolari e molto profondi (oltre i 100 m), da tumultuose correnti marine e da forti venti in una zona a elevata sismicità, fecero sì che la costruzione di un ponte rimanesse sempre una sfida impossibile per l’ingegneria del tempo.

Nel 1840 anche Ferdinando II di Borbone Re delle Due Sicilie pensò alla realizzazione del ponte incaricando un gruppo di architetti e ingegneri dell’epoca di fornirgli idee per la costruzione. Dopo averne constatata la fattibilità, preferì rinunciare per l’eccessivo costo dell’opera non ammortizzabile per le casse del Regno.

Leave a Comment