Governo, Gargani: “Berlusconi e Meloni agli antipodi e il centro non c’è, Fi rischia scissione”

Tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi “non credo ci sia un rapporto personale, affettivo o politico. Sono agli antipodi, in contraddizione anche per le scelte fatte di vita: Meloni giovane con una carriera prettamente politica; Berlusconi imprenditore e politico, amante di se stesso, convinto di poter plasmare le creature a propria immagine e somiglianza non ammettendo diversità”. Così all’Adnkronos il più volte parlamentare democristiano e poi Pdl Peppino Gargani che aggiunge: “Tajani sarà sempre più il rappresentante dell’adesione all’atlantismo, all’europeismo e alla difesa ad oltranza dell’Ucraina. Rappresenta il centro in modo riduttivo. Ma il centro in questa Legislatura non è al Governo”.

Al contrario, “se alla guida di Fi andrà Licia Ronzulli, Forza Italia potrebbe spaccarsi rispetto a chi vuole abbandonare le posizioni estreme per formare un centro di Governo. Stiamo andando verso una progressiva correzione. Vediamo da chi è fatto il Gruppo misto”. Tempi? “In due – tre mesi potrebbe esserci un centro forte. E voi giornalisti potrete smetterla con il parlare di centrodestra – risponde il politico – Il congresso del Partito democratico a marzo dovrà poi chiarire l’equivoco Margherita, che da venti anni con alterne fortune lo ha portato a percentuali ragguardevoli ma senza identità. Dovrà riscoprire la parola ‘socialista’. Se non la recupererà, sparirà. Soprattutto se al centro nel frattempo si sarà ricostituita un’area adeguata che fa politica. Renzi e Calenda mi auguro siano in questa strada”.

Gargani ricorda che “quando Berlusconi dominava il centro, e la Lega ed Fdi erano in appendice, l’ex premier rispettava i più piccoli perché era lui che dominava scena ed azione. Ma oggi il tutto è cambiato, perché è cominciata la seconda Repubblica”. Secondo il democristiano, è stato Berlusconi a sparigliare il gioco alla prima Repubblica: “Se prima il leader di Forza Italia rappresentava la variazione sul tema della prima Repubblica, perché lui era ancora il centro che dominava e organizzava la coalizione, ha poi modificato lo scenario facendo una cosa che chi ha cultura di centro non avrebbe mai fatto: cedere a Salvini, uomo privo di cultura di governo, facendo perdere a Fi – conclude – la sua qualifica di centro”. (di Roberta Lanzara)

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