Governo, Meloni annuncia l’aumento del tetto al contante. Opposizioni all’attacco

La proposta è una delle prime delle nuova maggioranza, la prima dirompente in materia fiscale e fa subito discutere. Il governo Meloni è intenzionato a innalzare la soglia per l’utilizzo del contante a 10 mila euro (dai 2000 euro attuali). A inaugurare il nuovo corso è la Lega che, ieri mattina, deposita la proposta di legge, una “proposta di buonsenso – l’ha definita Matteo Salvini il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini in linea col programma del centrodestra e con altri Paesi europei”. Giorgia Meloni nel suo intervento al Senato, in replica alle dichiarazioni sulla fiducia, conferma le intenzioni della sua maggioranza sulla questione: “Metteremo mano al tetto al contante, sono d’accordo con il ministro del Pd Padoan”, spiega la premier, secondo cui la regola “oltretutto penalizza i più poveri” e ricorda: “La Germania e l’Austria non hanno un tetto al contante”, osserva. “Lo dirò con chiarezza – afferma scandendo le parole – non c’è correlazione fra l’intensità del limite al contante e la diffusione dell’economia sommersa. Ci sono Paesi in cui il limite non c’è e l’evasione è bassissima” e sottolinea il fatto che siano “parole di Piercarlo Padoan ministro dei governi Renzi e Gentiloni”. 

Quanto basta per riaprire il dibattito sul tema, annoso e infuocato, che parte dal tetto al contante e arriva al “nuovo patto fiscale” comprensivo di flat tax, riforma dell’irpef, e lotta ai grandi evasori. Le opposizioni insorgono: “È una proposta che non condividiamo in alcun modo, è in totale controtendenza con quanto deciso in questi anni in Italia e in gran parte dei Paesi europei per ridurre progressivamente l’uso del contante e spingere la tracciabilità dei pagamenti e la lotta all’economia sommersa”, ha detto Antonio Misiani, responsabile economico del Pd. Replica anche il senatore dem Carlo Cottarelli: “Portare il tetto all’uso del contante a 10.000 euro sarebbe un pessimo segnale. Come lo sarebbe un nuovo condono (o tregua) fiscale. L’evasione è ancora un problema gravissimo”.    

Il leader del M5s Giuseppe Conte denuncia il ritorno delle valigette, alzare il tetto del contante significa “premiare chi va in giro a fare pagamenti con 10mila euro di banconote in una valigetta”, dice e non sono persone povere, perché quelle “di solito non vanno in giro con 10mila euro in contanti in tasca”. Poi in un’intervista a La Stampa commenta: “Il motto del governo non è più ‘non disturbare chi ha voglia di fare’, bensì ‘non disturbare chi ha voglia di dedicarsi al malaffare”. Carlo Calenda, Terzo Polo, la definisce “una stupidaggine”.  Il tema su cui insistono le opposizioni richiama la correlazione fra utilizzo del contante ed economia sommersa, più volte richiamata dalla Uif, l’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia che si occupa di riciclaggio e finanziamento al terrorismo e monitora anche l’uso del contante (nel primo semestre 2022 cresciuto a 116miliardi di euro). In uno studio di qualche mese fa, assieme alla Banca d’Italia, incrociando le banche dati pubbliche si dimostrava l’esistenza del “nesso di causalità fra movimentazione contante” e sommerso. E si sottolineava come l’economia sommersa fosse “cresciuta anche a seguito dell’innalzamento della soglia di uso del contante” con l’obiettivo di sostenere la domanda. Obiettivo cui guardano le associazioni dei commercianti che vedono nella scelta un’opportunità: usare di più il cash potrebbe incentivare i consumi e quindi stimolare l’economia. “Nell’attuale quadro economico, caratterizzato da forte instabilità e da una perdurante stagnazione dei consumi, non appare congruo porre ulteriori limitazioni alle forme di pagamento”, nota Confcommercio. “Tutte le misure utili a facilitare consumi e spesa, in questa fase, sono benvenute” rilancia Confesercenti.

La questione resta comunque controversa non solo in Italia ma anche in altri Paesi europei. Le regole più stringenti le prevede la Grecia con un tetto di 500 euro, mentre la Francia prevede una soglia di 1.000 euro per i residenti che sale a 15.000 per i non residenti. Tetto a mille euro anche per il Portogallo, in Spagna la soglia sale a 2.500 euro per i residenti e 15.000 per i non residenti. In Belgio il limite è di 3.000 euro per le transazioni commerciali. Tra i Paesi Ue che non prevedono limitazioni, la Germania dove chi paga oltre 10 mila euro in contanti deve esibire un documento d’identità.  Dall’Ue, sebbene a favore di tetti bassi, era arrivata la proposta di uniformare i limiti partendo da una soglia di 10mila euro, per convincere anche quei Paesi che attualmente hanno tetti molto alti o nessun limite. Me poi nessuna decisione univoca nel merito.

L’Italia è tra i Paesi ad aver stabilito un limite e quello che si delinea, a questo punto, è un ulteriore correttivo, l’ennesimo degli ultimi trenta anni. Dal 1991, infatti, come emerge da un report della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, con l’introduzione della prima misura di limitazione a 20 milioni di vecchie lire, si sono succedute numerose modifiche, con una progressiva diminuzione nell’ultimo decennio, passando da 12.500 (dl 112/2008) a 5.000 nel 2010 (dl 78/2010), 1.000 nel 2011 (dl  201/2011), risalendo a 3.000 con la legge di Stabilità del 2016, per poi scendere nuovamente a 2.000 (dal primo luglio 2020) e ai 1.000 previsti dal primo gennaio 2022 dalla legge di Bilancio 2020.

La Banca centrale europea da tempo sta analizzando l’introduzione di un euro digitale, un mezzo di pagamento pensato per affiancare (senza sostituire) il contante e sgomberare il campo dalle criptovalute. “Sarebbe un mezzo di pagamento digitale sicuro, facile da usare e a basso costo come oggi il contante. Potrebbe essere utilizzato gratuitamente per le operazioni di pagamento essenziali in tutta l’area dell’euro”, spiega la Bce. Nel frattempo il governo Meloni lavora al suo programma economico con una linea di indirizzo netta: l’intenzione di arrivare al taglio del cuneo fiscale di 5 punti entro la fine della legislatura, l’aumento del tetto al contante già nella prossima legge di Bilancio (dove si rivedrà anche il Reddito di cittadinanza) e l’estensione della flat tax. Si coferma, inoltre, l’intenzione di modificare il Pnrr: “Noi abbiamo detto una cosa molta chiara – ha ricordato Meloni – non abbiamo detto che il piano deve essere riscritto e stravolto. Ma l’articolo 21 consente di fare degli aggiustamenti sulla base di scenari cambiati”.  E lo scenario, politico oltre che economico, è senza dubbio cambiato.

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