Governo Meloni, oggi voto di fiducia al Senato

Dopo aver incassato ieri la fiducia alla Camera con 235 voti a favore e 154 no, il nuovo esecutivo oggi alla prova del Senato. “La rotta è tracciata, andiamo avanti”, ha scritto il premier Giorgia Meloni su Twitter dopo aver incassato la fiducia alla Camera.

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Come concordato tra i Gruppi, il dibattito sulle comunicazioni del presiedente del Consiglio a Palazzo Madama si svolgerà a partire dalle 13 e fino alle 16.30. Per quell’ora è prevista la replica della premier, con le successive dichiarazioni di voto e la chiama per il voto di fiducia prevista a partire dalle 19.

Intanto ieri sera è arrivato anche il colloquio telefonico con il presidente Usa Joe BIden. Colloquio, occasione per le congratulazioni di Biden a Meloni, in cui “i leader hanno sottolineato le forti relazioni tra Stati Uniti e Italia e manifestato la loro volontà di lavorare insieme nell’ambito dell’alleanza atlantica per affrontare le sfide comuni”, ha riferito la Casa Bianca. Il presidente americano e il presidente del Consiglio “hanno parlato del loro impegno a continuare a fornire assistenza all’Ucraina, ritenere la Russia responsabile per l’aggressione, affrontare le sfide poste dalla Cina e garantire risorse energetiche sostenibili e accessibili”.

Il premier ha ringraziato Biden per le congratulazioni e ha ribadito la profonda amicizia che lega Italia e Usa. Meloni dal canto suo ha sottolineato l’importanza della partnership transatlantica, soprattutto alla luce delle storiche sfide che le democrazie occidentali stanno affrontando, come la guerra in Ucraina e la crisi energetica e alimentare.

La fiducia alla Camera

La fiducia alla Camera è arrivata ieri sera, poco dopo le 20.30. Meloni è entrata in aula alla Camera poco dopo le 11 di ieri mattina, per la fiducia, accolta da un lungo applauso della maggioranza. Immobili i deputati dell’opposizione. La premier è stata salutata da tutti i ministri, in particolare da Matteo Salvini che l’ha abbracciata.

“Io sono intervenuta molte volte in quest’Aula, come deputato, come ministro, come vicepresidente della Camera, eppure la solennità è tale che mai sono riuscita a intervenire senza provare un sentimento di emozione e profondo rispetto”, sono state le prime parole di Meloni, per la quale quello della fiducia “è un momento fondamentale della nostra democrazia a cui mai dobbiamo assuefarci”. Meloni ha quindi espresso “un sincero ringraziamento a Sergio Mattarella, che nel dare seguito all’indicazione espressa dagli italiani il 25 settembre scorso non ha voluto farmi mancare i suoi preziosi consigli”. Un “grazie” anche a Mario Draghi “che tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale ha offerto tutta la sua disponibilità perché vi fosse un passaggio di consegno veloce e sereno. Così dovrebbe essere sempre, così è nelle grandi democrazie”. “La celerità era doverosa”, perché la situazione del Paese “non consente di perdere tempo e noi non intendiamo farlo”, ha affermato aggiunto nel suo intervento alla Camera, sottolineando che “noi oggi interrompiamo questa anomalia, dando vita un governo pienamente politico e rappresentativo della volontà popolare”.

Poi ha citato le donne che “hanno osato”, da Nilde Iotti, a Fallaci a Fabiola Gianotti.”Mai provato – ha assicurato – nessuna simpatia per regimi anti-democratici, fascismo compreso”, ha detto ancora.

La pace fiscale e il taglio delle tasse sul lavoro, le semplificazioni per le imprese e il superamento della Legge Fornero, le misure per le famiglie e i giovani e il Sud, la tutela delle infrastrutture strategiche e del Made in Italy, la transizione green con un occhio all’economia: queste le misure immediate e gli obiettivi di legislatura nel manifesto economico di Meloni, in linea con l’emergenza energetica e le disponibilità di bilancio. La ‘Melonomics’ mette le imprese, le famiglie e i giovani in cima alle priorità e punta a una rivoluzione copernicana nel rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione dal quale nascerà un nuovo patto fiscale.

La critica delle opposizioni

L’opposizione si conferma divisa sul nuovo governo. Anche ieri nel giorno della fiducia alla Camera Pd, M5S e Azione/Iv hanno votato contro ma nelle dichiarazioni di voto, la postura è distinta. Da un Terzo Polo aperturista a Giuseppe Conte che definisce l’opposizione grillina con due aggettivi: “Implacabile e intransigente”. Per i dem è intervenuto in aula Enrico Letta e l’atteggiamento del segretario Pd ha più consonanze con l’intransigenza grillina sebbene su un punto ci sia una netta distinzione: la guerra in Ucraina. “Saremo alternativi ma quando dovremo, come sul tema dell’Ucraina, fare scelte insieme, lo faremo senza timore e senza ambiguità”, ha detto il segretario Pd.

Ben diverse le parole di Conte che si rivolge così a Meloni: “Lei non ha mai accennato all’unica via d’uscita: pace, le ricorda qualcosa?”. E ancora: “Lei ha indicato alla Difesa chi fino al giorno prima ha fatto gli interessi dell’industria bellica”, prova “di una corso al riarmo che lei farà e sta facendo in continuità col governo precedente. Ma è una corsa che il M5S ha già arginato e continuerà a farlo fermamente”.

E per quanto riguarda il Terzo Polo, la premier Giorgia Meloni si prende il plauso dei renziani sulla commissione d’inchiesta Covid, cavallo di battaglia di Italia Viva. Riccardo Molinari della Lega ha già depositato la proposta di legge per l’istituzione dell’organismo e già corrono i rumors sul fatto che la presidenza potrebbe andare proprio a Iv. Sulla gestione della pandemia torna l’asse giallorosso. Letta definisce un “passaggio da brividi” quello di Meloni su “Covid e salute. Siamo orgogliosi di avere nel nostro gruppo il ministro Roberto Speranza”.

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