Governo Meloni, vicepremier e ministro Esteri: chi è Antonio Tajani

Tra i protagonisti della ‘discesa in campo’, ha sempre rappresentato l’anima moderata ed europeista del partito di Silvio Berlusconi a Bruxelles, come nella Capitale. Antonio Tajani è nato a Roma il 4 agosto 1953, oggi ha 68 anni. Il padre, Raffaele, era ufficiale dell’Esercito di Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, mentre la madre lavorava a Ferentino, in provincia di Frosinone. Laureato in giurisprudenza presso ‘La Sapienza’ di Roma, dal ’74 al ’75 è stato ufficiale dell’Aeronautica militare italiana, poi ha frequentato il corso di alta specializzazione della difesa aerea presso Borgo Piave di Latina. Ha anche assunto il ruolo di controllore della difesa aerea presso la base radar di San Giovanni Teatino.

Molto riservato per quanto riguarda la sua vita privata, dalla moglie Brunella, sposata nell”89, ha avuto due figli. Parla correntemente inglese, francese e spagnolo. Dal 1980 è giornalista professionista: prima è stato cronista parlamentare, dall’87 al ‘Giornale’, è stato responsabile della redazione romana del quotidiano sotto la direzione di Indro Montanelli. Dal 1983 al 1987 è stato inviato speciale in Libano, Unione Sovietica e Somalia.

Quando era giovanissimo fu un militante del ‘Fronte monarchico giovanile’. Nel ’94 è tra i fondatori di Forza Italia, dove ha svolto tutta la sua carriera politica fino a diventare ministro degli Esteri con il governo Meloni. Ha ricoperto la carica di coordinatore regionale del partito nel Lazio fino al 2005 e nel primo governo Berlusconi è stato anche portavoce della presidenza del Consiglio dei ministri. Alle europee del ’94 approda a Bruxelles, eletto con Forza Italia. Nel ’99 viene confermato al Parlamentare europeo, diventando capo delegazione azzurro, nonchè membro di varie commissioni, tra cui Affari esteri, Difesa e Sicurezza.

Candidato a sindaco di Roma per la coalizione Casa delle Libertà alle amministrative del 2001 perse al ballottaggio contro Walter Veltroni, allora segretario dei Democratici di sinistra. Dal 2002 Tajani è uno dei 10 vicepresidenti del Ppe. Sei anni dopo viene nominato Commissario europeo per i Trasporti. Nel 2017 è eletto presidente del Parlamento europeo, primo italiano a ricoprire questa carica dopo 38 anni. Prima di lui aveva assunto quel ruolo il democristiano Emilio Colombo dal ’77 al ’79.

Indicato più volte da Berlusconi come possibile candidato alla premiership durante la campagna elettorale del 2018, il 5 luglio Tajani viene nominato dal leader azzurro vicepresidente del partito. Da qui la decisione di non ricandidarsi più alla presidenza del Parlamento Ue (fu sostituito nel 2019 da David Sassoli del Pd. Diventato presidente della Commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo, a fine mese viene anche eletto presidente della Conferenza dei presidenti di commissione. Il 21 novembre 2019 assume l’incarico di vicepresidente del Ppe.

Tra i favoriti per un ministero nel governo Draghi, la sua ‘promozione’ è sfumata all’ultimo momento. Il 15 febbraio 2021, Berlusconi lo ha ‘risarcito’ designandolo come coordinatore unico nazionale di Fi. Come sua vice è stata scelta Anna Maria Bernini. Sempre stato in pole per la Farnesina durante trattative per il governo Meloni, la candidatura è sembrata tramontare a causa degli audio rubati filoputiniani del Cav, ma alla fine Tajani ha ‘resistito’, approdando agli Esteri.

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