La giornata clou in attesa dell’incarico

Giornata clou delle consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo Governo dopo le elezioni del 25 settembre scorso. 

Alle 10:30 di questa mattina è giunta al Quirinale la delegazione unitaria del centrodestra, guidata dai tre leader Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Un incontro determinante, presso il salone degli Arazzi di Lille, durante il quale è stato proposto al Capo di Stato il nome della leader di Fdi come premier

“La delegazione di centrodestra”, ha dichiarato Giorgia Meloni al termine dell’incontro, “ha convenuto con il presidente Mattarella sulla necessità di dare alla nazione un nuovo governo nel minor tempo possibile. Tutta la coalizione ha dato una indicazione unanime proponendo al presidente della Repubblica l’indicazione della sottoscritta”. “Già da ora annunciamo che siamo pronti”, ha aggiunto.

Mattarella ha così in mano tutti gli elementi per valutare se e quando procedere al conferimento dell’incarico. Una scelta, che in presenza delle necessarie garanzie, potrebbe arrivare già nel pomeriggio, dopo la conclusione del Consiglio europeo, ultimo impegno del premier uscente Mario Draghi. 

A quel punto il presidente del Consiglio incaricato potrebbe accettare subito, indicando i ministri poi nominati dal Capo dello Stato, oppure ricevere la nomina con riserva, da sciogliere nelle ore successive con ritorno al Quirinale per la formazione del Governo.

Un percorso che, se non dovessero frapporsi ostacoli, si potrebbe concludere tra domani e la mattinata di domenica, con giuramento, cerimonia della campanella e primo Consiglio dei ministri, per presentarsi poi per la fiducia in Parlamento tra martedì e mercoledì. 

La possibile squadra di governo

La squadra di governo prende forma. Il leader della Lega, Matteo Salvini, prima di salire al Quirinale ha detto: “Non vedo l’ora che il governo cominci a passare dalle parole ai fatti. Abbiamo le idee chiare e la squadra è pronta. Gli italiani aspettano risposte”. Questi i possibili ministeri, con alcuni nodi da sciogliere.

  • Economia: Giancarlo Giorgetti
  • Esteri: Antonio Tajani
  • Difesa: in calo il nome di Luciano Portolano, generale di corpo d’armata. Salgono le quotazioni di Edmondo Cirielli ma torna anche l’ipotesi di Guido Crosetto 
  • Interno: il nome in pole resta quello di Matteo Piantedosi, già capo di gabinetto quando al Viminale c’era Matteo Salvini
  • Giustizia: Carlo Nordio 
  • Sviluppo Economico: Adolfo Urso, se Guido Crosetto non entra o va alla Difesa
  • Transizione Ecologica: Gilberto Pichetto
  • Transizione Digitale – potrebbe restare come delega a palazzo Chigi per un sottosegretario o tornare alla P.A.
  • P.A.: Anna Maria Bernini
  • Infrastrutture: Matteo Salvini
  • Politiche Agricole: quasi fatta per Francesco Lollobrigida. Altrimenti un tecnico, Roberto Berutti
  • Riforme: Elisabetta Casellati
  • Affari Regionali e Autonomie: Roberto Calderoli
  • Rapporti con il Parlamento: Maurizio Lupi non dovrebbe entrare nella squadra. Per il ministero sale il nome di Luca Ciriani
  • Università: Gloria Saccani Iotti 
  • Lavoro: Marina Calderone
  • Beni Culturali: in pole ci sarebbe l’attuale direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano. Si è parlato anche di Gianpaolo Rossi ed era tornato anche il nome di Letizia Moratti 
  • Famiglia e Natalità: casella più incerta delle altre, si fa il nome di Simonetta Matone
  • Disabilità: dovrebbe andare alla Lega con Alessandra Locatelli. Le delega potrebbe essere accorpata però a quella della Famiglia
  • Sport e Politiche: in pole Andrea Abodi, nome a cui Meloni aveva pensato come nuovo ad di Milano-Cortina. In lizza altri esponenti del mondo dello sport
  • Salute: andrà a un tecnico. Più quotato Francesco Rocca, ma sono circolati anche i nomi di Guido Rasi, Orazio Schillaci, Rocco Bellantone, Francesco Franceschi
  • Istruzione: se andrà alla Lega il nome sarà Giuseppe Valditara
  • Turismo: Daniela Santanchè 
  • Affari Europei: Raffaele Fitto
  • Mezzogiorno: Nello Musumeci 
  • Mare: era un’idea che alla fine però sembrerebbe non concretizzarsi. A fine legislatura Fdi aveva presentato una proposta di legge per introdurre il ministero.

 

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