La lettera del ministro Valditara alle scuole è un caso. Anpi e centrosinistra: “È propaganda”

Per chi punta a realizzare l’utopia del comunismo, “la via verso il paradiso in terra si lastrica di milioni di cadaveri”. Inoltre là dove questa ideologia “prevale si converte inevitabilmente in un incubo altrettanto grande” e “prendono così forma regimi tirannici spietati, capaci di raggiungere vette di violenza e brutalità fra le più alte che il genere umano sia riuscito a toccare”. È una interpretazione della storia che fa discutere, quella contenuta nella lettera che il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha inviato agli studenti in occasione del Giorno della Libertà istituito per celebrare la ricorrenza della caduta del Muro di Berlino nel 1989. Una parte del mondo politico, dal Pd all’Alleanza Verdi Sinistra, reagisce indignata contro questa lettura di quegli avvenimenti: “È legata al suo personale approccio ideologico – dicono – è propaganda e racconto para revisionista“. 

L’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani d’Italia,  segnala che “nella lettera si rimuove il fatto che il 9 novembre è la giornata mondiale contro il fascismo e l’antisemitismo proclamata dalle Nazioni Unite“. Ma il ministro replica alla serie di attacchi, definiti “strumentali”, e sottolinea: “C’è chi è un fiero e sincero amico di Israele e chi è amico di Hamas. Io sono amico dello Stato ebraico”. Sull’evento storico dell’89 è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, definendolo “uno spartiacque per il mondo”. 

Valditara, nel suo messaggio agli studenti, ha ricordato la caduta del Muro nel 1989 come “evento simbolo del collasso del blocco sovietico” spiegando però che questo “non segna la fine del comunismo, al quale continua a richiamarsi ancora oggi, fra gli altri paesi, la Repubblica Popolare Cinese”. Poi un’analisi del percorso storico del comunismo nel secolo scorso: nato come “una grande utopia”, si è poi rivelata definitivamente “fallimentare” proprio con i fatti di Berlino 33 anni fa. 

Ma “quali sono i muri di oggi”, e “il mare, in riferimento a migranti, oggi può rappresentare un muro?” è stato chiesto da un gruppo di studenti, prima che il ministro lasciasse, per impegni istituzionali, un dibattito a cui partecipava in collegamento. 

In poche ore si è scatenata la polemica politica. “È una lettura di parte di cui la scuola non ha certamente bisogno. La scuola italiana è un serbatoio di eccellenze, professionalità e conoscenze, che non necessitano della lezione di un ministro che siede al governo e non in un’aula universitaria”, commenta la deputata del Pd, Ilenia Malavasi. Parole simili arrivano dalla deputata e responsabile scuola dei dem, Irene Manzi, e dalla presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi, per la quale “alla denominazione merito del ministero, da oggi bisogna aggiungere e della propaganda”. 

Il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, in una lettera aperta si dichiara “perplesso e assai preoccupato “definendo la missiva una “lettera da Minculpop“. Per Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, si tratta di “luoghi comuni dell’anticomunismo”. Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra, aggiunge: “Dopo il titolare della cultura sulle fiction di destra, oggi tocca al titolare dell’Istruzione ergersi sulle macerie del Muro di Berlino, per dare una lezione quanto mai stantia sul comunismo”.

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