Lombardia, Pd ci crede: “Destra lacerata, al lavoro su nostra candidatura”

L’occasione c’è. Quella di conquistare la Lombardia dopo anni di guida a trazione centrodestra. Il punto è coglierla, l’occasione. “Lavoriamo a una nostra candidatura. Fare presto è un imperativo anche per noi”, dicono dal Nazareno all’Adnkronos. Per i dem le dimissioni di Letizia Moratti sono la conferma di una “destra divisa e lacerata”, conseguenza anche di una “pessima gestione Fontana, aggravata da disastri nella gestione del Covid”.

Un terremoto nel centrodestra che il Pd conta di ‘capitalizzare’ visti anche i successi elettorali in Lombardia nelle amministrative. “Il centrosinistra ha una buona offerta di classe dirigente, in pochi anni ci siamo affermati nella maggior parte dei capoluoghi”, si sottolinea tra i dem. Magari valorizzando proprio uno dei sindaci ‘vincenti’ del Pd lombardo, come il primo cittadino di Brescia, Emilio Del Bono.

Ma con quale coalizione? Il campo largo delle opposizioni? Al momento, dal quartier generale Pd si specifica: “Oggi lavoriamo a una nostra candidatura e intanto parliamo con tutti gli altri”. A sentire Alessandro Alfieri, senatore lombardo e coordinatore di Base Riformista, il dialogo dovrebbe guardare innanzitutto al Terzo Polo. “Ora sta a noi costruire l’alternativa unendo moderati e sinistra riformista”.

Azione, Moratti? apprezzamento ma da Calenda no aperture a sostegno elettorale

Potrebbe essere la stessa Moratti la candidata di sintesi alle regionali? Ipotesi alimentata proprio da Fontana che parla di “toni entusiasti” del centrosinistra. Ma il segretario regionale del Pd lombardo, Vinicio Peluffo, ribatte: “Non so dove Fontana abbia visto questi commenti.. Fontana sta cercando di mettere in secondo piano la notizia di oggi ovvero che il centrodestra in Lombardia è esploso”. E Franco Mirabelli, senatore franceschiniano, esplicito chiude: “Moratti non può essere credibile come risorsa per le forze di opposizione in Lombardia”.

Anche da Azione si tira il freno sull’ipotesi Moratti. Stamattina Carlo Calenda in un tweet sembrava spingere per questa possibilità: “Letizia Moratti è stata coraggiosa nel rassegnare le dimissioni dal pessimo governo di Attilio Fontana. Moratti ha svolto un ottimo lavoro nel corso della campagna vaccinale, che prima di allora era in un caos indegno per una grande Regione europea. Sono certo che in futuro potrà dare un contributo positivo nella politica regionale o nazionale”, ha scritto Calenda.

Da Azione però l’apprezzamento viene circoscritto alla conduzione della campagna vaccinale, ma questo “non equivale a un’apertura” a un sostegno elettorale, si sottolinea. E comunque, si specifica all’Adnkronos, “decideremo” sulle regionali in Lombardia e Lazio “dopo la costituzione della federazione con Iv dopo il mese di novembre”. Linea sulla regionali che sarebbe oggetto di un confronto, a quanto si riferisce, all’interno della costituenda federazione. Con visioni non del tutto univoche.

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