Meloni avverte Berlusconi: “Chi non condivide capisaldi Ue-Nato fuori da governo”

Nuovo audio filo putiniano di Silvio Berlusconi, nuove polemiche e il centrodestra va nel caos. Con Fratelli d’Italia in crescente imbarazzo e disappunto verso l’alleato, proprio nel bel mezzo delle trattative per la composizione del futuro governo. Tant’è che nella serata di ieri Giorgia Meloni è stata costretta a chiarire che ”l’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica” per poi lanciare un vero e proprio avvertimento al Cav: ”Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo”. Parole ferme e dure, che non lasciano dubbi sull’umore nero in via della Scrofa. Dove in tanti si interrogano come sia potuta accadere una cosa del genere, ancor prima che la premier in pectore riceva l’incarico.

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C’è chi pensa che le frasi ‘sfuggite’ al Cav siano un regolamento dei conti interno al partito azzurro tra ‘ronzulliani’ e ‘tajaniani’; chi, invece, le considera una ‘smargiassata’ del leader, che si è sempre lasciato andare con i suoi lontano dalla telecamere, Chi, invece, ci vede una strategia precisa del ‘vecchio lupo della politica’ per alzare il prezzo con Giorgia Meloni. Fatto sta che la coalizione va in confusione. E molti pensano che stia li lì per implodere, prima ancora di approdare a Palazzo Chigi.

Atteso al Senato, Berlusconi resta a Villa Grande: in mattinata vede l’ex pm Carlo Nordio, che Fdi vuole alla Giustizia, mentre il Cav preferirebbe Elisabetta Alberti Casellati (ma alla fine l’ex presidente del Senato non dovrebbe spuntarla come Guardasigilli) e Matteo Salvini. Intanto vengono diffusi i nuovi audio del presidente di Fi: Arcore prova correre ai ripari. Berlusconi a questo punto decide di chiamare Enrico Mentana che era in diretta tv: preferisce non intervenire pubblicamente ma dare la sua versione dei fatti al direttore del tg de La7, che ai telespettatori farà un sunto del pensiero del Cavaliere.

Mentana posa lo smartphone e spiega: ”Era Silvio Berlusconi come avete intuito e ci pregava di riassumere quello che dirò, cercando di essere il più fedele possibile. Le parole registrate vanno inquadrate in un discorso più generale, sto citando Berlusconi – precisa – di cui si è preso solo questo aspetto, che era il racconto di una preoccupazione generale riguardo al clima che si è creato tra Russia, Europa e Occidente, con il governo degli Stati Uniti che ha disatteso le premesse multilaterali date da Trump e con una situazione che è diventata sempre meno favorevole, anche perché dopo 23 anni si è creata una situazione con un solo beneficiario, la Cina…”.

La preoccupazione generale del Cav, spiega Mentana, “era che ci fosse la rottura tra Europa e Russia, che in qualche modo interrompeva una spirale già rallentata dopo gli accordi di Pratica di Mare con il fatto che la Cina potesse approfittare di tutto questo”. Anche i vertici azzurri provano a smentire o a correggere il tiro. A cominciare dalla neocapogruppo al Senato Licia Ronzulli che bolla come ”criminale” chi, ”tra i 45 eletti dalla Camera possa prestarsi a riferire le parole del presidente che andavano contestualizzate”. Antonio Tajani, dato sempre in pole per gli Esteri, assicura: ”Domani (oggi, ndr.) sarò al summit del Ppe per confermare la posizione europeista, filo atlantica e di pieno sostegno all’Ucraina mia e di Fi. In tutte le sedi istituzionali non è mai mancato il nostro voto a favore della libertà e contro l’invasione russa”.

A Palazzo Madama, intanto, è tutto un conciliabolo: la più attiva è proprio Ronzulli, che parla prima con Maurizio Gasparri e poi Ignazio La Russa, nel Transatlantico del Senato, la sala Garibaldi. Ormai la frittata è fatta. E arriva il monito della Meloni: “Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia con noi al governo non sarà mai l’anello debole dell’Occidente, la nazione inaffidabile tanto cara a molto nostri detrattori. Rilancerà la sua credibilità e difenderà così i suoi interessi. Su questo -avverte- chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo”.

Nella tarda serata di ieri, quindi, arriva anche un’altra nota. Ma stavolta è quella del diretto interessato. “In 28 anni di vita politica la scelta atlantica, l’europeismo, il riferimento costante all’Occidente come sistema di valori e di alleanze fra Paesi liberi e democratici – scrive Berlusconi – sono stati alla base del mio impegno di leader politico e di uomo di governo”.

“La mia posizione personale e quella di Forza Italia – continua il Cav nella nota – non si discostano da quella del Governo Italiano, dell’Unione Europea, dell’Alleanza Atlantica né sulla crisi Ucraina, né sugli altri grandi temi della politica internazionale. Lo abbiamo dimostrato in decine di dichiarazioni ufficiali, di atti parlamentari, di voti alle Camere”.

E ancora: “Interrogarsi sulle cause del comportamento russo, come stavo facendo, ed auspicare una soluzione diplomatica il più rapida possibile, con l’intervento forte e congiunto degli Stati Uniti e della Repubblica cinese, non sono atti in contraddizione con la solidarietà occidentale e il sostegno al popolo ucraino. Del resto alla pace non si potrà giungere se i diritti dell’Ucraina non saranno adeguatamente tutelati”, scrive Berlusconi, che continua: “Come ho spiegato al Congresso degli Stati Uniti, l’amicizia e la gratitudine verso quel Paese fanno parte dei valori ai quali fin da ragazzo sono stato educato da mio padre”.

“Nessuno, sottolineo nessuno – il monito del Cav -, può permettersi di mettere in discussione questo” e “non può certamente permettersi di farlo la sinistra, che tante volte è stata dalla parte sbagliata della storia. Tantomeno la sinistra del Partito Democratico, che anche alle ultime elezioni, meno di un mese fa, era alleata con i nemici della NATO e dell’Occidente. Tutto questo però non esisterebbe, se non vi fosse in Italia la pessima abitudine di trasformare la discussione politica in pettegolezzo, utilizzando frasi rubate registrate di nascosto, e appunti fotografati con il teleobiettivo, con un metodo non solo sleale ma intimidatorio”.

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