Migranti, giuslavorista Pessi: “Decreto Orlando? Estende campo agevolazioni a richiedenti asilo”

Il decreto interministeriale del 21 settembre 2022 firmato lo scorso agosto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, sugli sgravi contributivi alle cooperative sociali per l’assunzione di persone a cui è stata riconosciuta protezione internazionale “si muove nella logica tradizionale della valorizzazione delle cooperative sociali come strumento di recupero di chi è rimasto indietro nella società o ha avuto problemi. Il decreto estende il campo alle persone a cui è stata riconosciuta protezione internazionale. Sul fronte delle agevolazioni contributive, tra i meritevoli rientrano adesso anche i migranti e i richiedenti asilo”. Il giuslavorista Roberto Pessi, ordinario di Diritto di previdenza sociale alla Luiss di Roma, commenta all’Adnkronos il senso del decreto interministeriale e ribadisce: “Questo è il senso del decreto: l’estensione delle categorie protette ad una platea particolare di svantaggiati”, quelle a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale.

Gli aiuti previsti sono i medesimi che per le altre categorie di svantaggiati? “La materia contributiva è molto variegata e si modifica nel tempo, nell’articolazione dei singoli soggetti. Il punto di partenza è il concetto di cooperativa sociale come strumento offerto dall’ordinamento per reinserire alcuni gruppi di persone”, risponde il giuslavorista. Quindi lo Stato in base al Decreto Orlando pagherà un contributo fino a 350 euro al mese che andrà a formare la pensione dei migranti che lavorano nelle cooperative? “I 350 euro sono la contribuzione figurativa, cioè non effettivamente versata ma figurativamente riconosciuta e garantita dallo Stato sul conto del montante contributivo, è quindi come se fosse stata versata. Si tratta di un esonero pensato per diminuire il costo del lavoro e favorire l’assunzione di questi soggetti. Poi, è chiaro che all’interno delle cooperative sociali non ci sono solo svantaggiati ma anche altri lavoratori. Come nelle navi ong c’è l’equipaggio, nelle cooperative ci sono i volontari ‘normali’. Le somme sono distribuite fra tutti: nel caso delle cooperative sociali, che sono a tutti gli effetti concorrenti di altre cooperative, anche a quel 50% di soggetti svantaggiati inseriti con trattamento contributivo di favore”. (di Roberta Lanzara)

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