Predappio, Conte a Meloni: “Rigore anche su camicie nere”

“Ci aspettiamo dal titolare del Viminale e dal Governo una parola chiara sulla sfilata delle duemila camicie nere di Predappio”. E’ un passaggio del post che Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, pubblica su Facebook rivolgendosi al governo e al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Dopo la ribalta mediatica assunta dal rave party di Modena, leggiamo da indiscrezioni giornalistiche che il ministro Piantedosi dovrebbe presentare oggi in Cdm un decreto per tracciare la nuova linea di ‘fermezza e rigore’ in materia di sicurezza e ordine pubblico. Ben vengano azioni mirate a maggiore prevenzione e contrasto dell’illegalità, ma allo stesso modo ci aspettiamo dal titolare del Viminale e dal Governo una parola chiara sulla sfilata delle duemila camicie nere di Predappio, dove inni fascisti e braccia tese hanno evidenziato -qualora ve ne fosse bisogno- la labile linea di confine che divide la ‘nostalgia’ dall’apologia”, scrive Conte.

“Sarebbe poi opportuna -aggiunge l’ex premier- una posizione chiara sugli interventi delle Forze dell’Ordine nei confronti degli studenti malmenati all’Università La Sapienza, nonostante questi fossero indifesi e non avessero adottato comportamenti palesemente violenti. Consentire a tutti una piena libertà di espressione è il fondamento della democrazia, ne siamo convinti. I modi con cui garantire questa libertà non sono però indifferenti ma anzi qualificano la concreta cifra democratica di una società”.

“La decisione di intervenire sull’ergastolo ostativo, vista l’imminente scadenza che la Corte costituzionale ha fissato per l’8 novembre, è un ripensamento positivo maturato dal suo partito (che si astenne, sul punto, nella passata legislatura). Le segnaliamo però che per limitare al massimo il rischio che i mafiosi e i condannati per gravissimi reati possano uscire dal carcere bisognerà prevedere, come da proposta del M5S, che il detenuto spieghi le ragioni della mancata collaborazione in modo specifico e che non possano essere concessi benefici se le stesse motivazioni non siano ritenute oggettive o concretamente giustificative della mancata collaborazione”, prosegue l’ex premier.

“Sulla gestione Covid, le chiedo di presentare al Paese un piano organico, sostenibile ed efficace per affrontare la probabile recrudescenza nei prossimi mesi. Sono il primo a dire che serve un aggiornamento delle misure e che l’attuale risposta non può ricalcare le misure restrittive adottate nel periodo più duro della pandemia. È però importante che le decisioni non siano assunte sull’onda di pregiudizi demagogici, ma continuino ad essere ancorate ad evidenze e criteri scientifici, secondo i principi di adeguatezza e proporzionalità, rendendo accessibili e trasparenti i dati affinché le decisioni siano sempre oggetto di verifica e confronto da parte di esperti e dell’opinione pubblica. La nostra, come vede, è una proposta di lavoro costruttiva. Nell’esclusivo interesse del Paese”, dice ancora Conte. “Anche per questo, alla vigilia del suo primo, vero Consiglio dei ministri, le auguriamo buon lavoro”, conclude l’ex premier.

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