Regionali, Pd lavora ad allargare: ipotesi primarie

“E’ un bel casino”. L’ammissione è di un big Pd che segue in prima persona il dossier regionali. “Siamo passati in pochi mesi da essere il magnete, al partito da spolpare”. E chi punta a ‘spolpare’ i dem sono proprio i potenziali alleati, Terzo Polo da una parte e 5 Stelle dall’altra. Di qui la difficoltà a mettere in piedi una coalizione per battere la destra. In Lombardia il Terzo Polo va su Letizia Moratti. Nel Lazio il partito di Giuseppe Conte si sottrae. “Con i 5 Stelle è molto complicata”, osserva lo stesso dirigente dem.

Al Nazareno dove si susseguono le riunioni, al momento, ci sono diverse opzioni: quella prioritaria resta quella di allargare il campo. “Altrimenti il film è quello già visto alle politiche”. Di qui anche la mossa di mettere in campo le primarie. Il Terzo Polo ci sta a partecipare sostenendo Alessio D’Amato nel Lazio? “Se non allargano, le primarie servono a poco…”. E allora il Pd andrà per la sua strada e bisogna fare presto. “Entro la fine della settimana avremo elementi per chiudere”.

Lo dimissioni di Nicola Zingaretti da presidente della Regione saranno lo start, da lì sarà campagna elettorale. Si conta che il voto potrebbe cadere tra il 12 e il 19 febbraio. Più incerti i tempi sulla Lombardia. Dipende se Attilio Fontana vorrà dimettersi accelerando il percorso. In ogni caso, il Pd considera decisiva questa settimana. Per quanto riguarda il Lazio i nomi in pista restano quelli di Daniele Leodori, vicepresidente uscente del Lazio (area Franceschini), Marta Bonafoni, capogruppo della lista Zingaretti in Consiglio Regionale, oltre a quello dell’assessore D’Amato che dalle parti di Enrico Letta è considerato “l’opzione più solida”. L’assessore alla Sanità di Zingaretti farà un evento per la sua candidatura giovedì 10 novembre al Brancaccio, ci sarà anche Calenda. In calo l’ipotesi Enrico Gasbarra.

Un punto fermo è il no a Moratti. Oggi ribadito da Peppe Provenzano al termine della segreteria con Letta: “La candidatura di Letizia Moratti rappresenta grande spaccatura del centrodestra che Calenda ha voluto utilizzare per spaccare il centrosinistra e confermare la strategia del terzo polo di slittamento verso la destra. Non c’è alcuna possibilità che il Pd, che è un partito di centrosinistra, insegua questa strategia. Chiudiamola qui”.

A questo punto, senza il sostegno del Terzo Polo, sembra in salita la possibilità che Carlo Cottarelli sia in pista. I dem lombardi la danno per chiusa, o quasi. “Cottarelli ci ha sempre detto che sarebbe stato in campo solo se ci fosse stata una coalizione Pd-Terzo Polo”, spiega un senatore che segue da vicino la faccenda. “Difficile che accetti”. Ma per il Nazareno ancora non è detta l’ultima parola. Se venisse meno la disponibilità di Cottarelli, c’è chi guarda al sindaco di Milano, Beppe Sala. “Sarebbe la candidatura vincente, ma il problema è convincerlo”, si osserva tra i dem lombardi.

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