Sanità, Mangialavori (Fi): “Da senologo vedo il dramma dei pazienti, in Calabria mancano le strutture”

“Le difficoltà più grosse con cui ogni giorno mi scontro nella mia professione di medico senologo hanno che fare, purtroppo, con la mancanza di strutture adeguate. Parlando del mio settore, la senologia, potrebbe essere gestito in maniera assolutamente tranquilla e con pochissimi investimenti, purtroppo questo non avviene. Assisto giornalmente al dramma di pazienti che con patologie oncologiche devono emigrare fuori dalla Calabria, perché la Calabria, purtroppo, non riesce a dare loro quelle risposte che devono avere”. A dirlo all’AdnKronos è il deputato calabrese di Forza Italia Giuseppe Mangialavori, ex senatore e coordinatore regionale degli azzurri, che è stato a un passo dall’assumere il ruolo di sottosegretario. “Continua, dunque, ad esserci, ahimè, un’emigrazione sanitaria fortissima – osserva Mangialavori -, la mancanza di strutture, quindi, è il problema fondamentale”.

Il presidente Occhiuto sta facendo tantissimo, però purtroppo, per via dello stato attuale della sanità, ci sarà tanto da lavorare, la trasformazione e l’adeguamento della sanità calabrese sarà un processo molto lungo. Per cominciare ad affrontare questi problemi, faccio sempre riferimento al mio settore – sottolinea Mangialavori -, bisognerebbe prima di tutto ampliare il numero delle ‘Breast Units’, le unità che dovrebbero gestire il paziente dall’inizio alla fine del percorso. Purtroppo in Calabria ce n’è solo una, a Catanzaro, e non è assolutamente sufficiente per gestire l’altissimo numero di pazienti. In secondo luogo, serve un’implementazione delle attrezzature. Basti pensare che ci sono solo tre radioterapie pubbliche funzionanti, e poi c’è quella del Marrelli. Sono assolutamente insufficienti”.

“Ci vorrebbe un investimento non enorme ma mirato per almeno triplicare il numero delle radioterapie nella nostra regione. Ci sono pazienti che per sottoporsi a una radioterapia devono aspettare tre o quattro mesi, siamo fuori dalla grazia di Dio”. Mangialavori è stato a un passo dalla nomina a sottosegretario, poi saltata. Una vicenda che non gli ha tolto la serenità: “Sono serenissimo – afferma -, qualcuno mi chiede se il mio partito mi ha tutelato. Beh, io dal mio partito ho avuto tantissimo e naturalmente ho dato anche tanto, però non dimentichiamo che il partito mi ha nominato coordinatore regionale, per ben due volte mi ha dato la possibilità di essere primo nel listino proporzionale, che vuol dire elezione blindata, mi aveva messo nella lista dei ministri, dei sottosegretari, quindi cosa posso chiedere di più al partito? Sono felicissimo e sono onorato di essere un deputato della Repubblica. Dedicherò tutto me stesso, da deputato e con tutti i miei limiti, a dare il massimo per la mia ragione. L’ho fatto in passato e lo farò ancora di più adesso. Ovviamente continuerò a svolgere la mia professione, che non ho lasciato un solo giorno, anche se questo per me vuol dire un enorme sacrificio perché si tratta di tempo che tolgo a mia moglie, ai miei figli, a mia madre e a mio fratello”.

Infine, tornando al tema sanità e a ciò che il governo regionale e nazionale potranno fare per fronteggiare i problemi più scottanti, Mangialavori chiosa: “Per quanto riguarda il governo Occhiuto, abbiamo già dalla nostra un anno di governo e il presidente ha dimostrato di stare sui temi e di volerli non solo affrontare ma risolverli, per cui sono assolutamente fiducioso che in questo quinquennio Occhiuto potrà di certo invertire la malagestione amministrativa che c’è stata negli anni. Di questo sono sicuro”.

“Per quanto riguarda il governo Meloni, anche qui partiamo forti e determinati, non abbiamo assolutamente nessun obbligo verso nessuno se non verso i cittadini. La presidente Meloni ha dimostrato di essere autorevole, è attorniata da ministri che le daranno un grandissimo contributo, per cui sono assolutamente fiducioso ma anche consapevole che forse cominciamo a governare nel momento peggiore che si potesse avere, viste le problematiche che sono sotto gli occhi di tutti”.

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