“Sì all’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente”

“La priorità assoluta è la tutela della dignità delle persone. Questa è la lente attraverso cui mettere a fuoco le decisioni dell’Esecutivo a cui spetta il compito di governare i flussi migratori”. 

Così ha esordito Matteo Piantedosi nell’informativa al Senato sugli episodi legati ai salvataggi in mare di migranti da parte di diverse Ong.

Per il ministro dell’Interno, sull’immigrazione si deve agire con umanità e fermezza e non c’è alcuna “intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani”. L’obiettivo è quello però di “governare i flussi anziché subirli”.

Piantedosi è quindi passato ai dati: attualmente sono circa 100mila i migranti nel sistema di accoglienza italiano “e le prefetture segnalano una saturazione dei posti e delle disponibilità. Nel 2022 si registrano 69mila richieste di asilo, il 56% in più rispetto allo scorso anno. Ed il 57% di quelle esaminate – ha continuato il ministro – si sono concluse con il diniego: significa che la maggioranza dei migranti che arrivano in Italia è spinta da motivazioni economiche e non ha titolo di restare qui”. 

 

Localteam

Sbarco migranti a Lampedusa, 16 novembre notte

Europa e Ong

In merito alla questione delle attività delle navi Ong, queste continuano a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor’ “ per i flussi di migranti e sono importanti anche per “le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti ong nell’area”. 

Quindi il titolare del Viminale è passato al meccanismo della redistribuzione dei migranti, sistema che “non riesce a decollare perché”, ha continuato, “serve una nuova politica europea realmente basata sul principio di solidarietà”.

L’Italia, informa Piantedosi, “sta per attivare corridoi umanitari per le persone vulnerabili, da usare come leva anche per i Paesi di origine e transito dei flussi. Dobbiamo creare percorsi legali di ingresso per i Paesi che collaborano alla prevenzione delle partenze illegali ed ai rimpatri, con un meccanismo premiale a favore dei Paesi più impegnati nel contrasto all’immigrazione illegale”.

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