verso il congresso e nuova leadership

I tempi del congresso Pd verranno fissati dalla direzione di domani ma resteranno “presumibilmente gli stessi” già indicati. Lo ha detto il coordinatore Marco Meloni a margine della segreteria del partito.  “La direzione definirà i tempi e le modalità del congresso costituente. E’ un percorso impegnativo che dobbiamo fare velocemente. Sarà un lavoro che faremo insieme al lavoro di opposizione”. 

Domani, centesimo anniversario della Marcia su Roma, il Partito Democratico ricorderà inoltre la giornata “davanti alla lapide per Giacomo Matteotti”, ha annunciato il segretario Enrico Letta. “Lo Stato che alzò bandiera bianca e si consegnò al totalitarismo. Uno dei giorni più bui della storia e della politica italiana” ha scritto su Twitter.

In segreteria “abbiamo fatto il punto sulle attività parlamentari che con la fiducia votata al governo, noi abbiamo votato contro, partono con le attività della prossima settimana” ha detto Francesco Boccia.  “Letta sta facendo un lavoro molto serio, i nostri elettori si ritroveranno nelle nostre battaglie elettorali che sono già partite ieri. faremo battaglia sulla riduzione delle tasse sul lavoro. La segreteria c’è e il segretario sta facendo un lavoro importante di traghettamento verso il congresso. Entro la fine dell’inverno avremo il nuovo segretario o segretaria”. “Il Pd ha messo a punto le priorità che ci sono, che ci sono sempre  state, dall’emergenza bollette al caro energia – ha aggiunto il  responsabile Enti locali-. Il 18 scadono le forme di sostegno per i  carburanti e se non vengono rinnovate ci ritroveremo ben oltre i 2  euro, con picchi che hanno già fatto molto male”.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella sottolinea invece la necessità del ricambio della classe dirigente del partito e il contributo che al riguardo può venire dai sindaci.  “I sindaci del Pd ora oltre a fare gli amministratori locali possono tirare fuori un’idea nuova politica di ricambio anche del gruppo dirigente basato su nuovi progetti, e sono sicuro che nel corso di queste settimane questa realtà dei sindaci verrà fuori con forza”, dice a margine di un evento a Palazzo Vecchio. “Credo che oggi la sinistra – sottolinea Nardella – debba ripartire dai territori, dai Comuni e dai sindaci perché nelle nostre città abbiamo vinto grazie al patrimonio di credibilità che gli amministratori locali si sono costruiti nel tempo, a contatto con i cittadini, affrontando i problemi, e non possiamo relegare i sindaci a semplici amministratori locali”.

Per Nardella “non c’è un partito dei sindaci lo dico chiaramente, è già stato usato tante volte questo concetto. Secondo me c’è un movimento che già in tante altre occasioni è emerso, vero, dei sindaci italiani ed europei, che condividono gli stessi valori. C’è un fenomeno politico che è legato al protagonismo dei sindaci che vincono nelle città e prendono molti più voti del Pd da solo”. 

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