Cina, la “città degli iPhone” e 300 mila operai in lockdown per focolaio Covid

L’immenso impianto industriale di Foxconn a Zhengzhou, comunemente chiamata iPhone City perché è qui che si costruisce la maggior parte di smartphone Apple, è entrata in un lockdown di sette giorni a causa dell’esplosione di un focolaio di Covid. Non è chiaro quali siano lo conseguenze del lockdown sul processo di produzione dei device Apple, visto che le fabbriche cinesi più grandi hanno creato un sistema di “loop” in caso di focolai, durante i quali gli operai non lasciano il loro luogo di lavoro e vivono lì senza tornare dalle famiglie. Zhengzhou ospita la fabbrica più grande di iPhone, con 300 mila lavoratori all’opera ogni giorno. La Cina continua a percorrere la strada della politica zero-Covid, nell’intento di eliminare completamente il virus tramite lockdown forzati ovunque ci siano gruppi di contagiati. La produzione in loop, nella quale appunto gli operai non lasciano il posto di lavoro, è la soluzione ideata per evitare che l’economia cinese e la produzione di dispositivi tecnologici ne risentano. Il lockdown a Zhengzhou è iniziato il 2 novembre e per ora è previsto che duri una settimana, a seconda del calo dei contagi o meno. Il Wall Street Journal riporta che la situazione è più grave del previsto e che l’impianto sia di fatto chiuso e non produttivo, mentre Foxconn ha dichiarato che non ci sarà alcun rallentamento nella produzione di iPhone.

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