God of War Ragnarök, impressioni sulle prime ore di gioco

Manca davvero poco al 9 novembre, quando God of War Ragnarök arriverà su PS5 e PS4. L’attesissimo sequel del reboot della creatura di Santa Monica Studio dovrebbe essere il gioco della maturità per l’ultima console di casa Sony, e spremere a dovere la potenza della macchina. Non solo: il gioco risponderà a tutti i numerosissimi interrogativi sulle vicende dell’arco narrativo della storia di Kratos, interrottosi nello scorso con mille domande, a partire dal destino di Atreus, figlio di Kratos che alla fine di God of War per PS4 si scopre essere Loki. Anche Thor appare a sorpresa nel finale del primo capitolo, e lo ritroveremo qui sin da subito. Ma dimenticate un look simile a quello di Chris Hemsworth nei film Marvel: questo Thor è molto più simile a come viene narrato nelle leggende. Non si tarda molto a entrare nel vivo della storia, in God of War Ragnarök: dopo averlo giocato in anteprima, emerge chiaro come Santa Monica abbia deciso di andare a fondo e caricare ancora di più l’aspetto narrativo del prodotto, che si rivela essere un’ipnotico flusso tra scene giocabili e non. Ad aiutare senza dubbio è anche la realizzazione tecnica sublime: giocato su PS5 con 4K di risoluzione a 60 frame al secondo si vedono finalmente tutti i muscoli della nuova console Sony, da quasi due anni sul mercato. Le ambientazioni si stagliano sullo schermo con effetti di illuminazione eccezionali, e in generale tutto appare molto più ricco e dettagliato del già pur ottimo primo capitolo. Non abbiamo visto tutte le location del gioco, che promette averne moltissime, ma già nelle prime ore c’è una varietà insperata.

Dal punto di vista del gameplay, l’inizio del gioco è davvero molto simile alla puntata precedente. Kratos ha a disposizione le Lame del Caos e la sua ascia Leviatano, che può essere lanciata per attacchi a distanza. C’è da dire però che i programmatori hanno posto minore enfasi sull’uso dei lanci, che andavano introdotti la prima volta ma ora sono meno onnipresenti: nella maggior parte dei casi si potrà affrontare i nemici scegliendo l’approccio che si preferisce tra distanza e corpo a corpo. Di sicuro, già dalle prime battute God of War Ragnarök mostra una varietà di nemici più corposa e soprattutto il ritorno delle boss fight a iosa, spettacolari e almeno finora più abbondanti che in passato. In generale, si ha l’impressione che Ragnarök voglia strizzare l’occhio ai capitoli ambientati in Grecia, visto che Kratos si trova da subito ad affrontare nemici molto più grossi di lui. Il livello di sfida è abbastanza alto: si può scegliere tra quattro diversi livelli di difficoltà, ma è la mole di opzioni per l’accessibilità che permetterà al giocatore di adattare l’esperienza ai propri bisogni. Come abbiamo visto in molti giochi Sony degli ultimi anni, anche God of War Ragnarök offre una pletora di possibilità che riguardano il gameplay, la cromia della grafica, il sonoro e molto altro. Giocare alle prime ore di questo titolo riporterà a casa tutti gli appassionati del precedente: e passate le prime ore, Ragnarök dovrebbe esplodere in tutto il suo potenziale. Lo scopriremo presto.

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