Il 36% dei giovani ascolta podcast: Samsung Italia ne realizza uno per la Gen Z

Se il 79% degli italiani ascolta la radio quasi tutti i giorni, i podcast sono più amati tra i più giovani: li predilige il 36% degli intervistati appartenenti alla Generazione Z: è quanto emerge dall’ultimo Trend Radar di Samsung, una ricerca voluta dall’azienda per monitorare il mercato locale e scoprire di più sulle abitudini degli Italiani. Lo smartphone è lo strumento preferito per ascoltare più contenuti: il 77% degli interpellati utilizza il proprio telefono per ascoltare musica e playlist. Si conferma il dispositivo preferito per ascoltare i podcast (63% vs ascolti da PC pari a 36%), così come per gli audiolibri (66% smartphone e 30% PC). Parlando di musica e playlist, dopo lo smartphone, l’analisi conferma un ascolto maggiore su PC, TV o soundbar. Il PC dagli uomini nel 35% dei casi e dalle donne nel 28%, la TV viene utilizzata principalmente dagli uomini (30% vs donne 22%), come la soundbar (18% vs 12%).

Per quanto riguarda invece i luoghi e le occasioni di ascolto, la casa si rivela il luogo maggiormente apprezzato dagli italiani per ascoltare i contenuti preferiti: il 78% dichiara di ascoltare musica e playlist tra le mura domestiche; a seguire gli audiolibri (73%) e podcast (68%). L’ascolto della radio, invece, è dominante in auto per il 74% del pubblico (il 55% ascolta invece in casa). “Stranamente, quando si ascolta un podcast si è molto più attenti rispetto a quando si guarda uno show in TV. Intanto perché la maggior parte delle persone li ascolta da casa, moltissimi su smartphone, quindi è un’esperienza molto personale e che assorbe più di quanto si creda. Tuttavia, sta crescendo l’uso di altri dispositivi per la fruizione di podcast, come gli smart speaker o le TV”, spiega Francesco Cordani, Head of MarCom, Samsung Electronics, Italia. “Da parte dei giovani c’è una maggiore sensibilità e più richieste. Una di queste è la ricerca di relax: si soffre di ansia, ci si vuole estraniare dalla quotidianità. I giovani vogliono approfondire gli argomenti perché il loro mondo è pieno di informazioni e notizie con le quali devono stare al passo”.

I podcast sono una valida modalità per approfondire diversi temi per l’89% degli Italiani, la principale fonte di informazione su notizie di attualità (26%) e sono particolarmente apprezzati per questa funzione dalla fascia 55-64 anni (34%) e dagli under 24 (33%), come emerge dallo studio. L’ascolto della radio (almeno una volta a settimana) aumenta all’aumentare dell’età: i principali fruitori di contenuti radiofonici hanno un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (oltre l’89%). “La tecnologia ha aiutato e stimolato la fruizione della radio da parte delle nuove generazioni: la creazione di app è adatta a loro perché sono nativi digitali”, dice Cordani. “In passato molti accendevano la radio e la lasciavano in background, mentre oggi c’è più interesse sulle trasmissioni in particolare, siamo noi a creare il nostro palinsesto, grazie all’on demand. Questa tecnologia sta facendo molto bene alla radio”.

Il 3 ottobre ha debuttato anche la nuova serie di podcast voluta e prodotta da Samsung, Generazione Wi-Fi
. che si pone l’obiettivo di esplorare il punto di vista della Gen Z su argomenti come musica, fashion, innovazione e intrattenimento. Cinque episodi condotti dallo speaker radiofonico Jody Cecchetto con una tematica diversa ogni settimana. Tra gli ospiti di questa edizione ci sono Laila Al Habash, artista italo-palestinese di appena 23 anni, astro nascente dell’indie pop; Dario Moccia, uno dei più famosi streamer italiani, appassionato di animazione, fumetti e carte collezionabili; Marco Ferrara in arte Seoul Mafia, ex Idol e content creator esperto della Corea; Patrizia Falcone in arte Quello che le donne non dicono, YouTuber da più di un milione di follower sui suoi social; Aya Mohammed, famosa fashion blogger e attivista, nata in Egitto e cresciuta a Milano. Si tratta della terza volta che Samsung realizza una serie podcast per il mercato italiano. “Sin dall’inizio del successo di massa dei podcast abbiamo capito che non era sufficiente sponsorizzare le trasmissioni famose: era possibile invece fare un discorso più editoriale, quindi creare dei contenuti originali”, dice Cordani a proposito.

“All’inizio non è stato facile stabilire il format, a partire dalla lunghezza degli episodi. Abbiamo deciso di partire con un esperimento e usare un catalizzatore che era Elio, infatti il primo podcast si chiamava Elio e le Storie Tech: puntava sul personaggio, ma soprattutto sul contenuto. Veniva affrontato in modo easy, ma approfondiva comunque il concetto del connected living come preme a noi. Si è trattato di un successo, ma con il secondo esperimento, Donne connesse, abbiamo cercato di prendere un target ancora diverso. Abbiamo dato voce a delle professioniste che ci hanno raccontato diverse storie sul loro rapporto con la tecnologia. Questo è il terzo esperimento, e vuole rivolgersi ai Millennials e alla GenZ affrontando argomenti come fashion, k-pop e sicuramente tecnologia. Abbiamo ricercato ancora una volta l’ingrediente del presentatore e una scelta di ospiti che rispecchiano i contenuti che sono risultati vero intrattenimento, molto naturali”. E nel futuro di Samsung, dice, ci sono altri contenuti italiani per l’Italia: “Il nostro obiettivo è partire da un concetto strategico di mercato e poi calarlo in una realtà che dia effetti visibili in Italia. Lo abbiamo fatto con questa serie di podcast ma con un sacco di altri progetti che abbiamo realizzato, come ad esempio l’Italia in 8K. Così riusciamo ad essere più rilevanti nel mercato locale: raccontando le microstorie che rendono il prodotto utile nella realtà

Leave a Comment